Con buone probabilità, tra il 17 ed il 18 settembre prossimi, si terrà un nuovo incontro tra le Organizzazioni di categoria dei Gestori e la Divisione operativa di Eni.
La scorsa settimana, infatti, l'azienda ha fatto giungere ai Presidenti di Faib, Fegica e Figisc una comunicazione datata 4.9.13 contenente l'invito ad un incontro finalizzato a "riavviare la discussione sulle tematiche inerenti alle modalità di approccio ai temi economici e gestionali, al rinnovo di un accordo sui cali ed alle fidejussioni a copertura delle forniture di prodotto".
Questa proposta d'incontro giunge al termine di un recente ed ampio "carteggio" tra sindacati ed Eni, qui interamente consultabile [Comunicazione email Fegica vs Eni del 13.6.13, Comunicazione Fegica vs Eni del 19.6.13, Comunicazione congiunta Faib-Fegica-Anisa vs Eni del 2.7.13, Comunicazione Eni vs Faib-Fegica-Figisc del 26.7.13, Comunicazione congiunta Faib-Fegica-Figisc/Anisa vs Eni del 29.7.13, Comunicazione congiunta Faib-Fegica-Figisc vs Eni del 2.9.13] e dopo alcuni incontri avvenuti prima della pausa estiva, nel corso dei quali Eni ha inteso illustrare alcune novità che intenderebbe introdurre nel rapporto economico con i Gestori (vedi al riguardo il comunicato diretto ai Gestori di marchio diffuso dalla Fegica il 3.7.13).
Difficile non notare l'evoluzione nelle scelta delle parole utilizzate dall'azienda, aspetto solo apparentemente stilistico o formale.
Nel corso di questi ultimi mesi Eni ha preso in prestito differenti "giri di parole" per riferirsi agli argomenti da porre all'ordine del giorno degli incontri con i sindacati: si va da un primo e generico "iniziative e tematiche afferenti alla nostra rete ordinaria", all'attuale "diverse modalità di approccio ai temi economici e gestionali", passando per la "semplificazione dell'offerta commerciale".
Salta agli occhi che, in regime di vacatio da ormai due anni, dopo decine di comunicazioni e diffide congiunte, infinite polemiche, la richiesta di vertenza collettiva aperta presso il Ministero (che continua a fare finta di niente), per tacere dell'atto presentato dalla Fegica presso il Tribunale di Roma, per Eni la parola "Accordo" può essere associata con i cali (magari per disdettarlo e per ridurne il rimborso arbitrariamente) o tutt'al più con le fidejussioni (per pretenderne una rigida applicazione secondo il proprio esclusivo interesse).
Mai, però, l'Accordo può essere riferito a quello che la legge vorrebbe che regolasse gli aspetti economico-normativi della relazione tra compagnia petrolifera e Gestore.
Di qui la nuova comunicazione di oggi con la quale Fegica ha inteso rispondere positivamente alla proposta d'incontro, rimarcando, ancora una volta la necessità di un approccio aziendale differente, sia in funzione dei rapporti tra Eni e i suoi Gestori, sia per quel che questo produrrebbe di positivo in una ottica più generale di riforma di settore.
Come ammoniva Lewis Carroll (Alice nel paese delle meraviglie), badate al senso e le parole andranno a posto per conto proprio.
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