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IL SETTORE È IN LUTTO: È MORTA LA RAGIONE!

settore carburantiVITTIMA DI EGOISMI, CINISMO, PICCOLI AFFARI DI BOTTEGA, INCAPACITA’ DI LEGGERE LE DINAMICHE DEL SETTORE. NE DA’ TRISTE ANNUNCIO LA CATEGORIA DEI GESTORI CHE HA TENTATO, IN OGNI MODO, DI TENERE IN VITA ALMENO LA SPERANZA

Bisogna avere il coraggio di chiamare le cose con il loro vero nome, senza trincerarsi dietro dichiarazioni di circostanza che hanno come unico, vero obiettivo quello di lanciare la palla nel campo dei Gestori rei -udite, udite- di essersi mobilitati per dire no! allo smembramento della rete, all’introduzione, forzosa (e con violenza, verbale e non) dei contratti di appalto per salvare quello che resta di un settore che, scientificamente, l’industria petrolifera sta tentando di distruggere da anni, dimostrando di aver perso tutta la sua capacità di assumere un ruolo-guida in un comparto strategico per la vita del Paese.

E ADESSO?

cons stato cartelloIL CONSIGLIO DI STATO ACCOGLIE IL RICORSO di Fegica e Figisc/Anisa: L’ARTICOLO 7 DEL “FAMIGERATO” DECRETO IMPOSTO DAL GOVERNO AI GESTORI È STATO CANCELLATO. CONSIDERATO CHE A NULLA ERANO VALSE LE RICHIESTE DI MODIFICA, LE AZIONI SINDACALI, GLI INVITI A RIFLETTERE ED A AVVIARE UN SERIO CONFRONTO DI MERITO CON LA CATEGORIA, ADESSO IL GOVERNO, IL MINISTRO URSO (ed il capo dell’Ufficio Legislativo), DOVRANNO APPLICARE LA SENTENZA. E BASTA!

Noi, lo ribadiamo, siamo sempre disposti a discutere ma non ad accettare, diktat imposti da chicchessia: siamo uomini liberi che rappresentano una Categoria che non si piega facilmente. È bene che questo lo si tenga a mente.
Appena uscita la sentenza, Fegica e Figisc/Anisa hanno emanato il seguente comunicato

Il Tar accoglie il ricorso di Fegica e Figisc/Anisa: il cartello del prezzo medio e’ illegittimo anche perche’ assunto fuori dalle regole istituzionali

sentenza2VITTORIA DELLA CATEGORIA CHE PORTA A CASA UN SIGNIFICATIVO RISULTATO; SUCCESSO DI FEGICA E FIGISC/ANISA CHE, SOLE, HANNO CREDUTO FOSSE POSSIBILE FAR VALERE LE RAGIONI DEI GESTORI NONOSTANTE LE PRESSIONI E FINANCHE CONTRO CHI SUGGERIVA DI NON DISTURBARE IL GOVERNO.
DA QUESTA VICENDA SI POSSONO TIRARE DUE PRIME CONCLUSIONI: LA PRIMA E’ CHE QUANDO LA CATEGORIA, UNITA (o quasi), SI IDENTIFICA CON L’OBIETTIVO DICHIARATO, IL RISULTATO POSITIVO DIVENTA RAGGIUNGIBILE; LA SECONDA E’ CHE GOVERNARE CONTRO NON E’ MAI DI BUON AUSPICIO. MEMENTO!

IL GOVERNO “TIRA DRITTO” ADDOSSO AL MURO

maschereNON BASTA (AGCM DIXIT) L’ALLINEAMENTO AL RIALZO DEI PREZZI: CON L’ENTRATA IN VIGORE DEL NUOVO DM (non ancora pubblicato su GU e del quale, dopo la firma del Ministro, sembra essersi persa traccia), CHI VORRA’ EVITARE MULTE E CHIUSURE, DAL 1° AGOSTO DOVRA’ TENERE I SELF SERVICE SPENTI DI DOMENICA E NEI GIORNI FESTIVI (COMPRESE LE FERIE).

LE PROMESSE AI “CONSUMATORI” LE PAGANO ANCHE GLI AUTOMOBILISTI!

LADRI DI FUTURO

cartello direzioniA RIPROVA DEL FATTO CHE ABBIAMO A CHE FARE CON “IMPROVVISATORI” ACRITICI, IL DECRETO MINISTERIALE CHE AVREBBE DOVUTO CHIARIRE LE PARTI INAPPLICABILI (ED OSCURE) DELLA Legge 23/2023, SI E’ TRASORMATO IN UNA CAMICIA DI FORZA PER IL GOVERNO CHE SI E’ INFILATO IN UN RIDOTTO DAL QUALE FA FATICA AD USCIRE.

E NON SAPENDO COSA FARE AUMENTA ADEMPIMENTI ED INASPRISCE PENALI NELLA CONVINZIONE CHE, ALLA FINE, LA RESISTENZA DEI GESTORI (le altre componenti della filiera le valuteremo alla prova dei fatti) VERRA’ PIEGATA. A COLPI DI SANZIONI E CHIUSURE COATTE.

Il costo della monetica è un tipico “onere di sistema”. In questo modo l’intero settore dovrebbe finalmente considerarlo. A chi giova il solito ordine sparso?

tabacchi posLA DETERMINA DEI MONOPOLI DEL 24.10 ESONERA I TABACCAI DALL’OBBLIGO DI ACCETTARE CARTE DI CREDITO E BANCOMAT.

LA RISPOSTA (SBAGLIATA) DI MINENNA.

Come un fiume carsico, ciclicamente ritorna all’attenzione generale la questione legata all’uso della moneta elettronica.

Contratti di appalto; basta con ricatti sfruttamento e precarietà. Ci vuole una svolta

risoluzione-contrattoChi ha la responsabilita’ di sorvegliare e verificare che le leggi siano attuate, non puo’ continuare a girare la testa dall’altra parte e fingere di non sapere. Da anni ci battiamo perche’ le regole introdotte con leggi dello stato vengano rispettate. Se i comportamenti contrari alle norma non vengono sanzionati non e’ piu’ uno stato di diritto ma uno stato del “favore”, nel quale vince solo il piu’ spregiudicato.

MALA TEMPORA CURRUNT SED PEIORA PARANTUR!

malatemporaQuesta espressione latina sintetizza egregiamente l’attuale condizione della nostra Categoria (e del Mondo): “viviamo brutti tempi ma se ne preparano di peggiori”.

E’ sufficiente aprire qualunque giornale per rendersi conto di ciò che accade intorno a noi. Guerre (vere e del gas) comprese!

E, poi, ci sono le elezioni che, come al solito, congelano qualsiasi dibattito politico sul futuro, trasformando argomenti che sarebbero seri, in propaganda, alla quale manca il “dono” di individuare “risposte di sistema”.

Per quelle c’è tempo: si vedrà dopo! Forse?

LO AVEVAMO ANTICIPATO OLTRE DUE ANNI FA’ (cf r. CD Flash n° 4 Febbraio 2020): L’ASSALTO ALLA DILIGENZA E’ ENTRATO NEL VIVO.

futuroCIRCA UN MILIARDO PRESO DAI FONDI DEL PNRR, MESSO A DISPOSIZIONE PER INSTALLARE CIRCA 22.000 COLONNINE ELETTRICHE PER RIFORNIRE, SU STRADE ED AUTOSTRADE, UN PARCO DI VETTURE ANCORA TUTTO DA REALIZZARE. E GLI IMPRENDITORI DEI “PEZZI DI CARTA”, SENZA NEPPURE SPIEGARE DOVE ANDRANNO A “PRENDERE” L’ENERGIA ELETTRICA DESTINATA ALLA MOBILITA’ E QUALI RETI (quelle attuali sono un po’ vecchiotte) UTILIZZERANNO PER TRASPORTARLA.

TANTO PE’ PARLA’ (ma senza fa’ gnente, manco li danni)

mondo1E’ irritante vedere la sicumera con la quale tutti si mostrano in tema di “transizione ecologica”. Tutti in prima fila mostrando sorrisi a trentadue denti. Tutti pronti a dire che i cittadini del nostro Paese (ma anche dell’Europa) devono accettare sacrifici per salvare il Pianeta. Tutti a dire che la mobilità con motori a combustione interna, non va più bene. Tutti a dire che ci vuole altro. Sempre altro.

Ma, intanto, tutti con il “cappello in mano” a chiedere finanziamenti perché “il mio prodotto è più verde del tuo”! Veramente ridicolo.

MORITURI TE SALUTANT

gladiatori“Coloro che vanno a morire, ti salutano”. Questa è la frase che i gladiatori indirizzavano all’imperatore romano, prima dell’inizio dei combattimenti nell’arena.

E’ la stessa frase che i Gestori, moderni gladiatori, rivolgono al Presidente del Consiglio ed al Ministro dello sviluppo economico: vi salutiamo, noi che siamo destinati a “morire” (in senso figurato, s’intende), insieme alle nostre attività.

Questa è la verità. Questa è la realtà di una Categoria i cui problemi sono stati, sistematicamente, sottovalutati.

Pessimismo della ragione ottimismo della volonta

futuro-560x381Quella che regna, in questi tempi, nel settore, è una grande confusione: molti personaggi sembrano alla ricerca di un autore; altri cercano di barcamenarsi fra il detto ed il non detto; altri ancora fingono di credere di essere veri statisti e, nel loro delirio di onnipotenza (che è facile maturare visto il contesto) di poter cambiare il Mondo. Dalle loro piccole scrivanie.

Una parte della politica -quella dei pasdaran del “costi quel che costi purché riusciamo a dimostrare che avevamo ragione” o magari solo per acquisire consenso- è prigioniera delle proprie convinzioni ideologiche (ma non, per intenderci, quelle nobili del Novecento) ed è pronta a sacrificare tutto per tale “fine”;

UNA IMPORTANTE RISPOSTA ALLE RICHIESTE DELLA CATEGORIA

scriverefegL’AGENZIA DELLE ENTRATE “SANTIFICA” (finalmente), CON L’EMANAZIONE DELLA CIRCOLARE 15/E DEL 13.6.2020 LE RICHIESTE DI FAIB, FEGICA E FIGISC/ANISA. LE ORGANIZZAZIONI DI CATEGORIA HANNO POSTO TALE PROBLEMATICA AI PRIMI POSTI DELLE LORO RICHIESTE: CIO’ AL FINE DI DEFINIRE MODALITA’ DI CALCOLO CHE CONSENTISSERO DI INDIVIDUARE INEQUIVOCABILMENTE I REQUISITI PER LA FRUIZIONE DEL “CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO” CONTENUTO NELL’ARTICOLO 25 DEL DL RILANCIO. DA OGGI TANTO I GESTORI DEGLI IMPIANTI STRADALI CHE QUELLI AUTOSTRADALI POSSONO INOLTRARE LA DOMANDA.

SE NON ORA, QUANDO!

tempo-e-la-vitaDOBBIAMO UTILIZZARE IL MOMENTO PEGGIORE PER LA NOSTRA CATEGORIA E RILANCIARE UNA PROFONDA RISTRUTTURAZIONE DELLA RETE, CHIAMANDO A RACCOLTA LE FORZE E LE INTELLIGENZE MIGLIORI DEL SETTORE. BASTA CONIUGARE I VERBI AL FUTURO: LA CATEGORIA NON HA PIU’ TEMPO PER ANACRONISTICI BIZANTINISMI.

Una crisi, quella del Coronavirus che, ancora al di là del concludersi, comincia però a porre a tutti i soggetti che operano sulla rete dotati di onestà intellettuale, inquietanti interrogativi sul futuro del sistema distributivo.

GESTORI PICCOLI, DIMENTICATI EROI QUOTIDIANI

gestori artisticoQuando si parla di servizi pubblici essenziali, i riflettori si accendo -giustamente- su categorie che sono in prima linea nella lotta al Coronavirus.

Medici, infermieri, protezione civile, Croce Rossa e (quasi) tutti i cittadini, stanno dimostrando, in questi giorni che l’Italia è migliore di quanto non ci si sarebbe potuto aspettare solo guardando al “rumore incomprensibile” del dibattito politico ante crisi.

Per queste persone -giustamente- si scomodano iperbole dialettiche (retoriche) che ruotano intorno al sostantivo “eroe”. Ciascuno di loro lo è. E, per la proprietà transitiva, (quasi) tutti lo sono. Quelli per cui ricorrono i titoli dei giornali, quelli che rimangono chiusi in casa e quelli la cui attività è liquidata senza ridondanti aggettivi. Come se non esistessero.

Bisognerebbe avere l’umiltà di raccontare anche quella parte del Paese, composto di persone “comuni” che sono state “precettate” perché il loro lavoro è essenziale affinché il Paese non chiuda. Affinché le merci, i medicinali, le “mascherine” possono arrivare negli ospedali, nelle farmacie, nei negozi, nei mercati e nei supermercati o nei negozi di vicinato; affinché i cittadini -pur in mobilità ridotta- possano raggiungere questi luoghi (uffici postali, ospedali, banche, farmacie) e soddisfare quei bisogni ancorché in linea con le disposizioni del Dpcm dell’11.3.2020- che sono insopprimibili. Vitali.

HANNO FATTO UN DESERTO E LO HANNO CHIAMATO PACE. LA CATEGORIA CHIAMATA A FARE I CONTI CON I DANNI COLLATERALI CHE IL MINISTRO PATUANELLI NON VEDE

macerie desertoIl prossimo 4 Marzo -coronavirus permettendo- si terrà la 3^ riunione del tavolo Automotive presso il Mise: all'ordine del giorno “Gruppo Offerta”. Abbiamo già espresso la nostra opinione sull’andamento della riunione del 17 febbraio ma, considerato il silenzio che avvolge il nostro settore (che fa’ fatica a schierarsi), immaginiamo che anche la prossima riunione sia in linea con quanto accaduto fino ad ora. Il tema all’ordine del giorno è chiaro: si va verso un sistema di distribuzione a “trazione elettrica” attraverso la quale i monopolisti di questa “risorsa” virtuale -se così la si può definire- pensano di trarre ogni vantaggio a scapito del resto dell’offerta.

MOBILITA’ ELETTRICA: ANCOR PRIMA DI DISCUTERE IL MERITO, E’ COMINCIATO UN INDECOROSO ASSALTO ALLA DILIGENZA.

assalto-alla-diligenzaI GESTORI, SECONDO IL MINISTRO PATUANELLI, NON SONO PREVISTI E POSSONO ESSERE SACRIFICATI. ALTRO CHE UNO VALE UNO!

Bisognerebbe avere il coraggio civile di dire la verità. Tutta la verità. Senza confondere strumentalmente il vero con il verosimile. Tanto per suscitare emozioni, raccattare qualche attenzione qualche applauso da una platea interessata ai quattrini o da media distratti o convertiti al nuovo che avanza.

Invece, alla corte del Ministro Patuanelli verità e riflessione critica hanno lasciato il proscenio -senza che alcuno si scandalizzasse- ad un più prosaico assalto alla diligenza, in nome di una mobilità elettrica, ormai vero totem da adorare e panacea di ogni male (ambientale). Secchio della spazzatura -differenziata, s’intende- nel quale gettare tutto quello che non è condiviso dai nuovi pasdaran dell’elettrico (nel frattempo moltiplicatisi).

DOCUMENTO CONCLUSIVO LAVORI SEGRETERIA NAZIONALE FEGICA

segreteria nazionaleRoma, 11.12.2019
Si è riunita a Roma, Mercoledì 11 Dicembre 2019, la Segreteria Nazionale della Fegica allargata ai responsabili territoriali per fare il punto sulla situazione e definire una strategia che sappia cogliere i problemi che la Categoria ed il settore hanno di fronte.

Si tratta di coniugare gli interessi dei Gestori, troppo spesso ignorati dalla naturale controparte che, in assenza di orientamenti definiti da parte della Pubblica Amministrazione, ha sconvolto i rapporti all'interno del settore. Troppe volte, si è preferito minimizzare -quasi fosse un vezzo delle Organizzazioni di Categoria l'illegalità contrattuale -vera porta attraverso la quale passa l'illegalità ed il contrabbando dei prodotti petroliferi- con quella degli "approvvigionamenti illegali", confondendo -in un unico indistinto- le problematiche.

Faib, Fegica e Figisc al lavoro sugli emendamenti alla legge fiscale e di bilancio

emendamenti legge fiscaleLA PIATTAFORMA FISCALE

La Piattaforma fiscale varata dalle associazioni di categoria, messa a punto nel dettaglio ed a sostegno della quale hanno proclamato e realizzato lo sciopero del 6 e 7 novembre 2019, illustrata in occasione della manifestazione di Piazza del Parlamento e nel corso dell’assemblea del Capranichetta.

Di seguito riportiamo i temi emergenti dalla protesta dei gestori carburanti che le Organizzazioni sindacali hanno sottoposto all'attenzione del Governo, delle forze politiche, dell’Agenzia delle entrate e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Le proposte sono state oggetto o lo saranno, di proposte di emendamenti alla legge fiscale, di recente emanazione, alla legge di bilancio, in discussione, alle Direttive direttoriali delle Agenzie delle Entrate e delle Dogane, alle leggi di prossima emanazione, entro il 31/12/2019 e successive.

Introduzione alle proposte

Il malessere dei gestori carburanti sulle tematiche fiscali è stato alla base dello sciopero del 6 e 7 novembre us.
Lo stato di agitazione della categoria deriva dai continui cambiamenti della normativa fiscale. Novità che hanno stravolto e stanno stravolgendo le quotidiane modalità operative, rappresentando un peso in termini di aggravio di lavoro, di tempi e costi, esponendo le gestioni ad adempimenti e responsabilità del tutto inedite e molto elevate. Un insieme di obblighi adottato, oltretutto in un breve periodo di tempo, che abbiamo giudicato al pari di una sorta di accanimento fiscale.

La recente nota dell’Agenzia delle Dogane in materia di rilascio del registro di carico e scarico 2020 relativa agli impianti non presidiati prevede l'obbligo dal primo gennaio dei registri di carico e scarico elettronici per gli impianti ad alta automazione senza la presenza di operatori. La nota, sebbene non intervenga sugli altri aspetti della nostra vertenza, apre difatti ad una serie di considerazioni logiche: il registro di carico e scarico è parte integrante di quel processo di telematizzazione inteso a contrastare l’illegalità insieme alla memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi, E-Das, fattura elettronica: si tengono insieme strettamente. L'una senza l'altra rischia solo di rappresentare un onere di tempi e costi; ogni adempimento senza le adeguate strutture rappresenta un aggravio burocratico, rappresentando un paradosso: la telematizzazione a mano dei processi.

Non è illogico, né tanto meno ingiustificato sostenere che per introdurre l'insieme di queste novità, perché rappresentino, al tempo stesso, una reale telematizzazione, la semplificazione degli adempimenti e la trasparenza dei processi e, infine, favoriscano la lotta alle illegalità, la rete distributiva sia oggetto di un processo di ristrutturazione che obblighi i titolari degli impianti, proprietari delle attrezzature, tutti fornitori in esclusiva, di dotare i punti vendita delle attrezzature necessarie alla gestione informatizzata del distributore, pur salvaguardando la privacy delle gestioni.

Proposte
● Documento Amministrativo Semplificato Telematico
(E-Das)

Le organizzazioni hanno evidenziato nel corso della protesta alcune criticità sulle novità introdotte dal Decreto Legge 124/2019 con particolare riferimento all’art.11 che prevede l’istituzione del Documento Amministrativo Semplificato telematico “c.d. E-DAS”per la circolazione dei carburanti ad accisa assolta.

Nel merito le OO SS, pur confermando la positività della norma ai fini del contrasto all’illegalità nel settore, avanzano la richiesta che la certificazione dell’avvenuta e corretta consegna della merce tramite l’”E-DAS”ricada in capo all’emittente in ragione di diverse considerazioni che vanno da quelle logistiche (ad esempio la consegna potrebbe avvenire, come già avviene, anche in orari notturni o in assenza del gestore) a quelle organizzative della rete, (i proprietari degli impianti, con poche operazioni di informatizzazione e adeguamento tecnologico potrebbero implementare la rete con meccanismi automatici di chiusura della spedizione merce).

Occorre dunque intervenire nello specifico prevedendo l'eliminazione di ulteriori oneri operativi particolarmente gravosi a carico dei gestori, consistenti nella "certificazione" della filiera di distribuzione e della circolazione dei prodotti, la quale invece potrebbe essere garantita da un circuito chiuso, autonomo e controllato da remoto, senza l’intervento di ulteriori operatori, evitando quindi di“allungare” ulteriormente il processo sulla filiera dei controlli e annullando la possibilità di errori.

  • Memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi

Su questo punto permane la richiesta delle Federazioni di escludere strutturalmente dalla memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi i carburanti, così come già previsto e dal DM 10 maggio 2019 e in considerazione del fatto che i gestori carburanti sono storicamente esclusi dall’obbligo di certificazione fiscale come previsto dall’art 2 del DPR 696/96.

In alternativa Faib, Fegica e Figisc hanno assunto tra i principali punti di contestazione il rinvio urgente dell’applicabilità, per le vendite carburanti, dell’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi di almeno tre anni, nelle more di un chiarimento complessivo che dovrebbe eventualmente prevedere, per i titolari degli impianti di distribuzione carburanti l’obbligo di dotare gli erogatori con sistemi idonei ad assolvere automaticamente tale onere, senza che siano previsti oneri ed ulteriori gravami operativi a danno della categoria.

Si configura dunque come un accanimento fiscale quello di costringere la categoria dei gestori a scaricare materialmente i dati degli erogatori dalle colonnine e digitarli manualmente per inviarli tramite piattaforma telematica all’Amministrazione finanziaria.

Il rinvio di tre anni potrebbe consentire ai proprietari degli impianti e delle relative attrezzature di adeguare da un punto di vista tecnologico le aree di servizio e con i sistemi di erogazione che prevedano la trasmissione telematica da remoto, sotto la diretta responsabilità dei suddetti proprietari delle attrezzature, dei dati fiscali direttamente all’agenzia, senza gravare i gestori di ulteriori adempimenti e responsabilità.

● Registro di carico e scarico in forma telematica

In considerazione della complessa struttura della rete distributiva dei carburanti, notoriamente caratterizzata da arretratezza tecnologica, si propone, anche in questo caso, che le gestioni possano continuare ad operare nelle forme e nei modi consolidati per un congruo periodo di tempo, necessario a sostenere il processo di innovazione necessario

● Volume d'affari

Sulla questione del volume d’affari dei gestori carburanti, riconoscendo, da più parti, la fondatezza delle argomentazioni avanzate dalle Federazioni e coinvolgendo gli uffici preposti a ricercare la strumentazione giuridica adeguata per la corretta definizione dello stesso con riferimento al settore, auspicando di rimandare il chiarimento all’art. 18 del DPR 600/73, si propone di consentire anche ai gestori carburanti di poter beneficiare di quelle agevolazioni che il legislatore prevede per i piccoli imprenditori meritevoli di sostegno o di maggior tempo per adeguamenti normativi.

Su questo aspetto si propone che l’ammontare complessivo delle cessioni di beni, registrate o soggette a registrazione con riferimento ad un anno solare a norma degli articoli di legge, siano assunti al netto del prezzo corrisposto al fornitore dei predetti beni.

● Non tassabilità del credito d’imposta, su commissioni

pagamenti digitali ed estensione del credito d’imposta previsto del 30% sul non oil

Le Associazioni dei gestori chiedono, sempre con riferimento a quanto previsto dal D.L. n. 124/2019, che parallelamente a quanto specificato per gli altri esercenti all'art. 22 recante “Credito di Imposta su commissioni pagamenti digitali”, venga precisato che il credito spettante ai Gestori previsto dall’art.1 comma 924 della Legge n. 2015 del 27 dicembre 2017 e dall'art. 16 del Decreto Legge 34/2019 venga definito come "non concorrente alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive....." .e venga inoltre prevista l’estensione del credito di imposta del 30%, al pari di tutti gli altri esercenti, anche per le vendite non oil.

● Indici Semplificati Affidabilità (ISA)

Faib Fegica e Figisc hanno poi manifestato tutte le loro preoccupazioni in ordine alle temute e certe anomalie riguardanti il settore della distribuzione carburanti con riferimento al nuovo strumento “ISA” recentemente introdotti che costringono già entro fine anno i Gestori a dichiarare ulteriori importi significativi di reddito - tassabili ovviamente sul piano Irpef ed Irap ed Iva - al fine di raggiungere i minimi livelli di affidabilità fiscale. Le indicazioni delle Associazioni saranno, su questo tema, di dichiarare la propria “inaffidabilità fiscale” segnalando le opportune anomalie nei campi “annotazioni” anche se questo dovesse portare i gestori ad essere inseriti nelle c.d. “black list” ai fini dei controlli da parte dell’Amministrazione finanziaria.

Data la ristrettezza dei tempi di approvazione ed applicazione del nuovo strumento e i ritardi dell’Amministrazione finanziaria nel fornire adeguata e tempestiva comunicazione in merito alla corretta applicazione degli stessi indici, appare evidente che in questa prima fase di “rodaggio” è necessaria un’attenta osservazione, entro un congruo arco di tempo, della efficacia del processo metodologico adottato con riferimento a ciascun ISA anche attraverso l’anticipata evoluzione dello stesso, ove necessario.

Il tema, data l’importanza e la delicatezza che riveste l’intera disciplina degli ISA, è meritevole di confronto e analisi in seno alla sede naturale della Commissione degli Esperti, quale organo preposto ad esprimere il proprio parere sull'idoneità degli ISA a rappresentare la realtà cui esso si riferisce.

A tale riguardo, per consentire una graduale e prudente applicazione, nella fase di prima applicazione, l’emendamento proposto consente di consolidare l’impianto complessivo degli ISA anche ai fini della premialità ed assicurare, nel contempo, un attento monitoraggio, con riferimento ad un congruo arco temporale di almeno tre anni, degli operatori economici che presentano un punteggio gravemente insufficiente ancorché operanti in contesti produttivi apparentemente non in crisi, sospendendo ogni attività di selezione ai fini dell’eventuale azione di accertamento basata unicamente sul livello di affidabilità fiscale risultante dagli ISA. Dato il gettito conseguente al meccanismo di adeguamento di ulteriori componenti positivi al fine di conseguire il risultato di premialità, l’emendamento non necessita di copertura finanziaria.

● Non sanzionabilità degli errori formali o ritardi di comunicazione

In ragione delle novità introdotte, in tempi relativamente brevi, che hanno modificato e stravolto gli adempimenti fiscali in capo ai singoli operatori economici, sia nella fatturazione del carburante, mai avvenuta prima con l’emissione di migliaia di documenti fiscali per distributore carburanti, sia con la memorizzazione e comunicazione telematica dei corrispettivi derivante da vendite non oil, pur con volumi d’affari bassissimi ogni singolo punto vendita, ma costretti ad adeguarsi in ragione del volume d’affari prodotto dalla vendita dei carburanti al pari delle più grandi attività economiche (sup ai 400 mila euro di vol. aff.) , si propone di estendere il periodo transitorio di non sanzionabilità per irregolarità formali nella compilazione delle fatture e nella comunicazione dei corrispettivi fino al 30/06/2020. 

QUESTE SONO LE PROPOSTE UNITARIE PER UNA NUOVA POLITICA FISCALE PER LA NOSTRA CATEGORIA. DOBBIAMO AVERE LA FORZA, LA CAPACITA' E LA COESIONE NECESSARIA A SOSTENERLE -ANCHE CON L'AZIONE SINDACALE RIPETUTA E PROLUNGATAPER EVITARE CHE LA NOSTRA CATEGORIA SCOMPAIA E I DISONENSTI CONTINUINO A FARLA FRANCA.

Il 6 e 7 Novembre TUTTI CHIUSI

chiuso scioperoIl 6 e 7 Novembre, non sono una data verso la quale essere indifferenti. Giornate, magari, da prendere sottogamba immaginando che, rispetto alla quotidianità, siano come tutti gli altri giorni. Con gli stessi problemi. Con gli stessi affanni. Con la stessa incertezza per il futuro. Con la stessa ricerca di un equilibrio che non c'è più.

Proprio per questo, nessuno può ritrarsi; nessuno, il giorno 8, potrà fare finta di niente; nessuno potrà dire di non aver capito quale sia la posta in palio nessuno potrà nascondersi dietro la responsabilità degli altri per ricominciare -come se nulla fosse- il "balletto" (sopratutto sui social) che addossa ogni responsabilità a soggetti più diversi (sopratutto sindacali).

STORIA & MEMORIA. IL FUTURO E' NELLE NOSTRE MANI

maniLa memoria è l'incubatrice della storia. Senza memoria non ci sarebbe alcuna storia: nè sulle grandi conquiste, né sulle tragedie dell'umanità. Senza memoria e senza storia non ci sarebbe alcun futuro possibile, ma solo un indistinto vociare sullo sfondo degli accadimenti umani. Sulle tante piccole storie individuali che, messe insieme, danno vita a quel genere umano che conosciamo. Con le sue contraddizioni e la sua continua ricerca di quella "pietra filosofale" che, secondo la leggenda, sarebbe in grado di dare risposta ad ogni interrogativo, di riparare tutti i guasti del Mondo e fornire la conoscenza di ciò che è bene e di ciò che è male, di garantire l'immortalità, la ricchezza ed il benessere. Per tutti.

50 euro

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Li dai al benzinaio. Ma a chi gonfiano le tasche?

Platts

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Cosa si nasconde dietro la quotazione internazionale

Mercato

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Tante liberalizzazioni nessuna liberalizzazione

Selfizzazione

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Mettono il self service e lo chiamano progresso

Pompe bianche

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Il segreto? Comprano in extrarete e senza esclusiva