Dom21042024

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LADRI DI FUTURO

cartello direzioniA RIPROVA DEL FATTO CHE ABBIAMO A CHE FARE CON “IMPROVVISATORI” ACRITICI, IL DECRETO MINISTERIALE CHE AVREBBE DOVUTO CHIARIRE LE PARTI INAPPLICABILI (ED OSCURE) DELLA Legge 23/2023, SI E’ TRASORMATO IN UNA CAMICIA DI FORZA PER IL GOVERNO CHE SI E’ INFILATO IN UN RIDOTTO DAL QUALE FA FATICA AD USCIRE.

E NON SAPENDO COSA FARE AUMENTA ADEMPIMENTI ED INASPRISCE PENALI NELLA CONVINZIONE CHE, ALLA FINE, LA RESISTENZA DEI GESTORI (le altre componenti della filiera le valuteremo alla prova dei fatti) VERRA’ PIEGATA. A COLPI DI SANZIONI E CHIUSURE COATTE.

IL TUTTO NON A FAVORE, MA PALESEMENTE CONTRO GLI INTERESSI DI QUEGLI STESSI CONSUMATORI CHE DICONO DI VOLER TUTELARE (solo nelle trasmissioni televisive).

ABBIAMO A CHE FARE CON UN GOVERNO CHE TENTA DI RABBONIRE LA CATEGORIA; CHE VERBALMENTE ASSUME IMPEGNI CON L’OBIETTIVO DI ALLENTARE LA TENSIONE E SUBITO DOPO SE LI “RIMANGIA”; CHE METTE IN PIEDI UNA NORMA CHE NON SI REGGE SULLE SUE GAMBE (nonostante le strizzatine d’occhio); CHE E’ COSTRETTO ACORRERERE AI RIPARI EMANANDO UIN DECRETO MINISTERIALE (in corso di pubblicazione su GU, magari Sabato notte (per evitare posizioni non gradite) CHE NON CHIARISCE (anzi peggiora) IL QUADRO PROMETTENDO CHE EMANERA’ UNA CIRCOLARE CHE SPIEGHERA’ IL DECRETO E, SUBITO DOPO, PROPORRA’ LA RISPOSTA AD ALCUNE DOMANDE (FAQ) CHE CHIARIRANNO I PUNTI RIMASTI OSCURI NELLA CIRCOLARE MESSA A PUNTO PER CHIARIRE IL D.M., A SUA VOLTA EMANATO, NEL TENTATIVO DI CHIARIRE UNA LEGGECHE RIMANE INIQUA ED INCOMPRENSIBILE.

UN GOVERNO, PER DIRLA TUTTA, CHE PRIMA EVOCA L’ANTITRUST CHE IN PUBBLICA AUDIZIONE DICHIARA LA NORMA GOVERNATIVA INEFFICACE E, NON RITENENDOSI SUPPORTATO DALLE SUE CONCLUSIONI, LE SNOBBA E PROCEDERE, DRITTO, PER LA SUA STRADA.
INCREDIBILE MA VERO!

Potremmo sostenere, con accurate ricostruzioni, l’intero iter di questa assurda vicenda (dalle riunioni tenute alla Presidenza del Consiglio, fino al Mimit) ma ciò non aumenterebbe la conoscenza di una Categoria che, su questa vicenda, è stata molto attenta.

Lasciamo quindi che siano alcuni esempi a meglio chiarire il “quadro applicativo” di una norma emanata non per necessità ma per contrarietà.

Il primo elemento è che -nonostante le rassicurazioni scambiate per disponibilità da qualcuno- DAL PROSSIMO 1° AGOSTO

• VIENE INTRODOTTO L’OBBLIGO DI COMUNICARE LE VARIAZIONI DI PREZZO OGNI 8 GIORNI (massimo) ANCHE QUANDO SIA IN DIMINUZIONE;
• VIENE INTRODOTTO L’OBBLIGO DI INSTALLARE UN CARTELLO SU CUI ESPORRE IL PREZZO MEDIO GIORNALIERO PER SINGOLO PRODOTTO ENTRO LE 10.30’ DI OGNI GIORNO (quindi anche la Domenica ed i festivi il Gestore deve “esporre con adeguata
evidenza” (???) il prezzo medio regionale a meno di chiudere l’impianto alle vendite. Analogamente il Gestore dovrà chiudere il self-service nel periodo feriale). LA MANCATA ESPOSIZIONE DEL CARTELLO CON IL PREZZO MEDIO REGIONALE (e nazionale per le Autostrade) RAPPRESENTA UNA VIOLAZIONE DELLA NORMA E, QUINDI, L’IRROGAZIONE DI UNA SANZIONE (che si va ad aggiungere al ritardo nella comunicazione del prezzo praticato o alla difformità nell’ultima cifra decimale del prezzo esposto).

Ovviamente la spesa media per la realizzazione e l’installazione dei cartelli (anche sugli impianti da marciapiedi) ancora una volta ricadrà sui consumatori. Anche se il provvedimento è inutile ed il dato ricavabile sugli impianti è “falso” perché si riferisce al prezzo medio -aritmeticamente calcolato- sulle comunicazioni del giorno precedente, l’importante è ottenere un risibile vantaggio mediatico per chi lo ha proposto (fra lo sconcerto generale);

• VENGONO INTRODOTTE SANZIONI (più contenute nominalmente) -da 200 a 2000 euro- in funzione del fatturato (???).
• VIENE INTRODOTTA, COME PENA ACCESSORIA, LA CHIUSURA DELL’IMPIANTO (da 1 a 30 giorni) NEL CASO IN CUI, ENTRO 60 GIORNI, ANCHE NON CONSECUTIVI, VENGANO RILEVATE 4 VIOLAZIONI [indipendentemente dalla loro natura e, quindi anche la mancata esposizione con “adeguata evidenza” (il dato richiesto non è certo oggettivo ma si presta a molte, soggettive valutazioni dell’Ente verificatore) del cartello col il prezzo medio regionale, piuttosto che un ultimo decimale con lumen diversi da quelli percepiti dall’Ente sanzionatore, ovvero di dimensioni diverse dai 12 cm. previsti]. Eppure avevamo chiarito che gli impianti non sono di proprietà dei Gestori, ma la cosa ha lasciato funzionari e politici, indifferenti.

Tale accanimento nei confronti dei Gestori dimostra, da una parte la scarsa conoscenza del settore e delle dinamiche che lo presiedono e, dall’altra, la totale impermeabilità a qualsiasi argomentazione che faccia richiamo al “buon senso”: che venga dall’Antitrust, dalle Parti sociali o dal Parlamento, poco importa.

Una guerra inutile e infantile che vuole solo ribadire chi “comanda” e chi è chiamato, senza alcuna possibilità di criticare, ad obbedire.

Ma, noi, non ci stiamo perchè non “abbiamo padroni”, non elemosiniamo “riconoscimenti” o “buffetti sulle guance” e non c’è chi possa richiamarci agli ordini se non la nostra Gente. Quei Gestori che, in questi lunghi anni, insieme a noi, alla Fegica, hanno fatto serie battaglie (che non hanno guardato il “colore” del Governo).

Abbiamo sempre detto (e dimostrato con fatti e comportamenti) che non ci sono governi amici ma solo Governi che vanno valutati in funzione del loro approccio ai temi proposti dalla Categoria. E, certo, questo Governo non si è distinto per “vicinanza” ai temi proposti da circa 100.000 “lavoratori” impiegati -direttamente o indirettamente- nella distribuzione carburanti.

Per questo rivendichiamo la libertà di proporre, già dai prossimi giorni, ricorso al TAR contro questo Decreto della Vergogna.

Nello stesso tempo annunciamo che contro questa evidente discriminazione che fa della nostra Categoria l’unico soggetto obbligato a comunicare -in regime di Accisa assolta- il proprio prezzo ad un Ente pubblico e, in barba alla concorrenza, a “esporre con adeguata evidenza” il prezzo del proprio concorrente, predisponendo ricorso anche in altre sedi.

Certo, chiederemo anche al Presidente della Repubblica -garante dei diritti costituzionali dei cittadini-se questo scempio compiuto ai danni di una sola Categoria non rappresenti una violazione del principio di uguaglianza. Anche sapendo che fra le sue prerogative non c’è quella di intervenire -direttamente-su temi legislativi.

In altre parole noi continuiamo a pensare di vivere e lavorare in uno Stato di Diritto e non in un Paese nel quale la dialettica è conculcata quando non aderisce al pensiero unico.

QUESTO E’ IL TESTO DEL DECRETO INUISTERIALE GIA’ SOTTOSCRITTO DAL MINISTRO URSO IL 31.3.23, IN CORSO DI REGISTRAZIONE.
CIASCUNO POTRA’ FARSI UNA PROPRIA IDEA E RENDERSI CONTO CHE QUANTO ABBIAMO ILLUSTRATO E’ NIENTE ALTRO CHE LA VERITA’.

Decreto interministeriale 


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