Chiusura delle aree di servizio, a cominciare -in un primo tempo- dal turno notturno; sospensione dei pagamenti delle royalty sulle attività non-oil; istituzione del "no RID day" nel quale mandare insolute le forniture dei carburanti; rifiuto delle carte di credito bancarie e petrolifere; denuncie formali alle Autorità della pratica di discriminazione sui prezzi operata ai danni dei gestori; sollecitazione alla revoca delle concessioni pubbliche.
Sono queste -oltre alla conferma della sospensione degli accordi sul prezzo massimo, dell'oscuramento dei benzocartelloni e della riduzione al minimo dei servizi offerti- le iniziative di protesta che l'Assemblea nazionale dei gestori autostradali tenuta a Roma lo scorso 6 novembre, forte di oltre 200 presenze, ha deciso all'unanimità di promuovere nel tentativo estremo di sbloccare la "vertenza autostrade", ormai da otto mesi giacente sul tavolo del Governo.
I gestori -si legge nel documento conclusivo approvato dall'Assemblea- "denunciano le condizioni di gravissima difficoltà economica in cui versa il comparto come risultato di una fortissima contrazione delle vendite (circa il 50% in due anni), cui si sommano le sconsiderate azioni di pricing praticate dalle compagnie petrolifere".
Aziende che -prosegue il documento sindacale congiunto- vantano "l'assurda pretesa di non procedere al rinnovo degli accordi economici scaduti da anni, di non onorare gli impegni assunti nelle intese vigenti e di sanzionare pesantemente le azioni sindacali, regolarmente comunicate e attuate dai gestori".
Al Governo, per altro verso, si rimprovera di aver "ceduto alla intransigente posizione di Unione Petrolifera, determinando il fallimento di una intesa già definita e sottoscritta da tutti gli altri soggetti".
Alla luce di una tale drammatica situazione la stessa Assemblea ha quindi conferito a Faib, Fegica ed Anisa il "mandato di esplorare ogni altra possibilità, ivi compresa quella di concordare e definire nuovi rapporti contrattuali diretti con le società Concessionarie autostradali, al fine di consentire alla Categoria uno stabile miglioramento dei rapporti e delle condizioni di operatività, anche esplorando concrete ipotesi sulla possibilità di gestioni congiunte della parte oil e di quella non oil, in capo allo stesso Gestore della parte petrolifera, per avviare una netta inversione di tendenza rispetto alle condotte spregiudicate di quelle aziende petrolifere che hanno sacrificato i propri Gestori affidando la conduzione degli impianti agli operatori della ristorazione".
A questo proposito, le Organizzazioni di categoria dei gestori autostradali già domani, 9 novembre, saranno impegnate in un confronto diretto con la più importante società concessionaria, Autostrade per l'Italia, che ha risposto positivamente alla sollecitazione avanzata da Faib, Fegica ed Anisa attraverso una comunicazione dello scorso 22 ottobre.
Documento conclusivo dell'Assemble nazionale dei gestori autostradali del 6.11.12.pdf
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