Con una comunicazione congiunta datata 16 ottobre, Faib, Fegica e Figisc hanno formalizzato alla Q8 una diffida "ad adempiere agli impegni discendenti dall’applicazione della Legge ed a riallineare i suoi comportamenti nei confronti dei Gestori."
Le organizzazioni di categoria dei gestori, infatti, hanno inteso "sottolineare come la KPI, in costanza normativa, si sia sottratta ai suoi obblighi -discendenti dalla legge- di contrattare, con le scriventi, le modifiche apportate unilateralmente al complesso di accordi che regolano le relazioni fra codesta compagnia ed i propri Gestori."
In particolare, nella comunicazione si fa riferimento alle dicisioni unilaterali aziendali in relazione alla partecipazione economica richiesta ai gestori agli oneri discendenti dalla politiche di sconto, alla introduzione di una nuova modalità di pagamento delle forniture di carburanti che costringe i gestori ad una consistente anticipazione "del valore delle forniture al momento della consegna" e impedisce loro "di fruire, se non parzialmente, della dilazione di pagamento delle forniture definita negozialmente", "al pricing differenziato adottato dall’Azienda a seconda della segmentazione della rete e in funzione del canale di vendita" ed alla "continua trasformazione dei punti vendita di proprietà in impianti ghost, anche all’interno dei centri abitati".
"Poiché tali comportamenti -prosegue la comunicazione sottoscritta dai Presidenti di Faib, Fegica e Figisc- sono assunti in evidente dispregio delle Leggi, le scriventi Federazioni invitano codesta Azienda a recedere, con effetto immediato, dalle posizioni appena accennate e da ogni altro atteggiamento dovesse essere stato assunto in maniera non conforme al complesso delle norme che regolano la materia, restituendo al singolo Gestore, per differenza, quanto da questi pagato secondo le procedure unilateralmente assunte, contrarie alle intese ed agli accordi sottoscritti ai sensi della vigente normativa di Legge. E’ di ogni evidenza che qualora codesta Azienda non dovesse ripristinare le condizioni minime di certezza del diritto, le scriventi si vedrebbero costrette e far valere le proprie ragioni nelle sedi giurisdizionalmente competenti."
Il documento congiunto, infine, rileva anche "come la posizione espressa, sui temi generali, da codesta compagnia appare estremamente grave in quanto priva di qualsiasi valore i contenuti del Verbale di Incontro sottoscritto al Ministero dello Sviluppo Economico lo scorso 27 luglio" e "svuota gli impegni assunti, in prima persona, dal Sottosegretario di Stato in quella sede."
Proprio per questo le organizzazioni dei gestori " sollecitano anche il Prof. De Vincenti" cui la comunicazione é stata inviata per conoscenza "ad effettuare un intervento che chiarisca a tutti coloro che hanno sottoscritto quel documento, la rilevanza e l’ambito di applicazione."
"Le scriventi -conclude la diffida- sono convinte che su questa materia sia attivabile -non solo con Kupit- quel tentativo obbligatorio di composizione delle vertenza collettive individuato nel D.Lgs. 32/98 richiamato espressamente -come la Legge 57/01- nella recentissima norma contenuta nella L. 27/12."
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