Il Tribunale del Lavoro di Roma ha respinto il ricorso presentato all'inizio del 2013 dalla Fegica nei confronti di Eni.
La Fegica aveva sottoposto al Giudice la richiesta di intervenire in ordine ad una serie di comportamenti dell'azienda: in estrema sintesi il ritardo nel rinnovo degli accordi collettivi scaduti e la sostituzione della contrattazione individuale a quella collettiva.
Comportamenti ritenuti essere lesivi dei diritti e dell'interesse della Federazione nella veste che le norme le riservano di rappresentante della categoria dei gestori.
Il Giudice si é riservato 60 giorni di tempo per depositare le motivazioni.
"Siamo sorpresi ed rammaricati per un pronunciamento che ritenevamo, e tuttora riteniamo, potesse considerare gli elementi prodotti e rappresentati in modo del tutto opposto".
Questo il commento a caldo affidato ad un comunicato del Presidente della Fegica, Roberto Di Vincenzo.
"Tuttavia attendiamo di poter prendere visione delle motivazioni per fare ogni ulteriore considerazione nel merito dei singoli quesiti posti oltreché, soprattutto, valutare gli estremi per poter ricorrere in appello".
"In termini generali -prosegue Di Vincenzo- non ce la sentiamo di escludere nemmeno che si paghi in qualche modo un diffuso e strumentalizzato sentimento antisindacale che, comunque sia motivato, non riesce in ogni caso a tenere in alcun conto il pericolo tangibile che con l'attacco alle organizzazioni dei lavoratori si intenda in definitiva colpire il sistema di regole, diritti e tutele che invece, proprio adesso, vanno maggiormente difesi nell'interesse del singolo individuo e ancor di più di quello collettivo".
"Questo esito non modifica la strategia di cui la Fegica si é dotata per recuperare capacità contrattuale alla categoria ed invertire la rotta che l'industria ha da anni imboccato, con esiti disastrosi per l'intero settore".
"Così come non avrà alcuna influenza -conclude il Presidente della Fegica- né sulla nostra determinazione a rivendicare i diritti violati dei singoli gestori, le cui cause contro le compagnie petrolifere, incardinate a decine in tutta Italia, conservano intatte ogni possibilità di successo, come già accaduto nel recente passato, né sulla ferma volontà di contribuire negozialmente a ripristinare un sistema di regole riformate ed equilibrate che riporti l'intero settore a condizioni di sostenibilità e di piena legalità".
- VERTENZA AUTOSTRADE. IL TAR ORDINA AL MIT DI DEPOSITARE I PIANI DI RISTRUTTURAZIONE ENTRO 30 GIORNI E RINVIA AL 15 LUGLIO LA DECISIONE SULLA SOSPENSIVA
- VERTENZA AUTOSTRADE. LA "POSIZIONE" DEI GESTORI IN UNA COMUNICAZIONE CONGIUNTA AL NEO MINISTRO DELRIO E ALLA GUIDI
- LA MOZIONE CONCLUSIVA ED IL DOCUMENTO PROGRAMMATICO APPROVATI DAL CONSIGLIO NAZIONALE
- CONVOCATO IL CONSIGLIO NAZIONALE FEGICA IL 21 GENNAIO. DI VINCENZO E TIMPANI: SCELTE NON PIU' RINVIABILI.
- CATRICALA' SI "FUMA" L'ANTITRUST. IL CONSIGLIO DI STATO RIAPRE IL DISCORSO SUI TABACCHI (E SULLA CREDIBILITA' DELLE "SEGNALAZIONI")
- FUMATA NERA IN CASA API/IP
- AUTOSTRADE. LE PROPOSTE DEI GESTORI CONSEGNATE AL MIT. PRIORITARIO RIPRISTINARE LE CONDIZIONI DI PIENA LEGALITA’.
- VERTENZA ENI. DOPO IL 16, ALTRO INCONTRO IL 30. MA NON E' PIU' TEMPO DI STERILI AFFERMAZIONI DI PRINCIPIO
- A QUELLI CHE SONO ANDATI. ED AGLI ALTRI DESTINATI A SEGUIRLI.
- VERTENZA ENI. ALTRO "INVITO" AZIENDALE PER SETTEMBRE. LA FEGICA: VUOTA LITURGIA DA RIBALTARE


















