Sulla vicenda dei numerosi decreti emanati -in extremis e a tempo di record- dalla dimissionaria giunta regionale siciliana, a Consiglio sciolto ed elezioni di fatto convocate, interviene il Segretario Generale della Fegica Sicilia, Antonino Munafò, con una comunicazione destinata al Presidente Lombardo che, di seguito, pubblichiamo integralmente.
Oggetto: D.A. 915 del 01/10/2012 ass. Venturi,- D.A. 920 del 12/10/2012 ass ad interim on. Lombardo.
La scrivente Federazione, senza entrare nel merito dei decreti assessoriali in oggetto, non può, sia sul piano politico, sia sul piano dell’impatto che tali norme avranno sul territorio, esimersi dal fare delle considerazioni.
Sul piano politico ci sembra alquanto antidemocratico e non concertativo che esponenti politici prendano delle decisioni senza interpellare tutta la rappresentanza di settore avocando a se decisioni, con atti d’impero, con una visione alquanto discutibile. Ma se la ragione politica è quella di fare senza dover sentire le parti, ancorché non condivisibile, se ne prende atto, ma almeno si abbia il coraggio di dire che la concertazione e la democrazia è morta.
Sul piano dell’impatto che tali norme avranno sui cittadini e sui lavoratori saranno devastanti su due versanti;
- in materia di orari con l’aumento del 50% di orario di apertura questo comporterà un aumento dei costi per i gestori con un aumento dei prezzi dei carburanti e quindi i cittadini siciliani dovranno pagare l’inefficienza del sistema e la distrazione politica di chi immagina queste norme;
- sul piano occupazionale molti impianti saranno costretti a chiudere( da una stima prudenziale circa 500 impianti saranno chiusi nei prossimi mesi) gestori e dipendenti di essi si troveranno in poco tempo senza lavoro, in un momento in cui in Sicilia e non solo la crisi economica e politica sta mettendo a dura prova il popolo siciliano.
Da oltre 15 anni il settore ha chiesto un intervento normativo complessivo di riordino della distribuzione dei carburanti in Sicilia, ma nonostante diversi disegni di legge presentati ai vari assessori che si sono succeduti, alle diverse audizioni alla lll commissione attività produttive (ultime due febbraio/aprile 2012) abbiamo rappresentato le difficoltà che il settore e la nostra categoria stava attraversando, ma di contro il nostro grido di allarme è caduto nel vuoto.
In 12 giorni l’on. Venturi prima di dimettersi emette il D.A. 915 e il dimissionario governatore Lombardo (fulminati sulla via di damasco) intervengono in modo autoritario senza nessuna convergenza delle parti.
Alla luce delle considerazioni su esposte e per le implicazioni che questi comporteranno sul piano sociale la Fegica chiede la sospensione dei decreti in oggetto rimandando al nuovo governo, sentite le parti, i provvedimenti da adottare per evitare tensioni sociali che inevitabilmente sfoceranno nei prossimi mesi.
Antonino Munafò - Segretario Generale Fegica Cisl Sicilia
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