MENTRE SI MOLTIPLICANO EPISODI DI MINACCE, RICATTI E PERSINO DI CALUNNIA PER STRAPPARE ADESIONI SU IPERSELF H24 DI ENI
pubblicato su
CD FLASH n.2012-05 del 26.3.12
“Ti rifiuti di aderire a iperself h24? Ti denuncio all’Antitrust!” (ma qualcuno giura di avere sentito: “lo dico allo zio prete!”). Se non fosse che si sta giocando con la vita di migliaia di famiglie, ci sarebbe da sorridere.
Chi credeva che nel manuale del perfetto funzionario aziendale ci fosse la rinuncia imperitura all’utilizzo della propria fantasia, si sbagliava: per strappare a fatica, una ad una e ad ogni costo, le adesioni ai gestori eni, gli argomenti impiegati superano ogni immaginazione.
E, a volte, anche il semplice buon gusto.
Capita, infatti, che nella foga di soddisfare il proprio zelo qualcuno superi di slancio la “solita vecchia procedura” -contratti che scadono, iniziative di pricing che finiscono, liste di cattivi che si allungano, interventi di manutenzione che si allontano, favori che sfumano, ultimi posti per il paradiso che si vanno esaurendo- e approdi alla calunnia: “vuoi dare retta al tuo responsabile sindacale? Ma quello se ne frega di te e di tutti, tanto lui prende 3.000 euro al mese dal sindacato! Firma qui che sei l’ultimo rimasto.”
Quanto e soprattutto se quel sindacalista “prenda” dal sindacato é una informazione che metteremo a disposizione di un giudizio terzo e imparziale.
Quel che qui interessa, invece, oltre al clima di caccia alle streghe che rende invivibile, ormai da tempo, ogni rapporto di lavoro compreso quello con i Gestori, é come si affermi la disperazione di quelli che sono sempre alla rincorsa di una scusa ulteriore per giustificare i risultati almeno mediocri che continuano a realizzare le “politiche” di cui sono responsabili.
E’ comprensibile che la resistenza, tanto grande quanto inaspettata, riscontrata nei Gestori, abbia contribuito a far salire il livello di nervosismo già costantemente alto.
Ma come spiegare il pasticciaccio delle liste di aderenti a “iperself h24” che sul sito di eni (prima pubblicate, poi modificate, infine tolte) davano per acquisite firme di migliaia di Gestori indisponibili? Inguaribile ottimismo? Un ulteriore modo per far pressione sui “ritardatari”? O anche un’altra maniera per gettare discredito su coloro che territorialmente godono di un qualche ascolto nella categoria e le cui scelte hanno un giusto seguito?
Non é certo uno spettacolo edificante per un’azienda che ha ereditato dal suo passato, sperperandolo, ben altro patrimonio genetico e un differente sistema di valori.
E i muscoli esibiti a ogni piè sospinto per confermare a se stessi la propria virilità, non riescono più a nascondere il fallimento che tutto travolge e accompagna al fondo: l’intera realtà industriale e distributiva, la “classe dirigente” e la “forza lavoro” che in essa investe il proprio futuro, le attività “terze” che da essa sono indotte e, ultimi, i Gestori.
Interessa solo “dimostrare” che si é fatto “meno peggio degli altri”, “meglio del mercato” che si é provato di mandare alla malora in ogni modo e che proprio lì finalmente é andato, con una marginalità ridicola e un valore degli asset industriali da svendita.
In queste condizioni non rimane che affidarsi all’antica arte di cercare scuse, non importa quanto ridicole, non conta quanto logore e abusate.
L’importante é indicare la “malattia che ti ha bloccato, che ti tarpa le ali”, come l’Americano a Roma di Sordi.
Ed ecco, come se piovesse, gli orari e i turni, i contratti, la clausola di recesso, le associazioni in partecipazione, le gestioni dirette, il pricing personalizzato, il mercato che cambia, la selfizzazione: tutto é buono per distogliere dalle proprie responsabilità.
Le dichiarazioni del “manager” di eni riportate di recente dalla stampa e di seguito riprodotte, ne sono la summa.
Il potente leader del mercato si lamenta.
Dei prezzi alti (guadagna poco), dei troppi impianti (pochi anni fa ne ha venduti 7000, mica li ha chiusi), dei gestori (guadagnano troppo): qualcuno giura di avergli sentito dire, tra sé e sé, che se le cose non cambiano porta raffinerie e impianti a Chattanooga (USA).
- SI APRE LA STAGIONE DEGLI ACCORDI. DIFFICILI MA POSSIBILI
- I NETTI NO! DELLA FEGICA
- Che Fare?
- CONCLUSO L'ACCORDO CON ENI. FAIB-FEGICA-FIGISC: INDICATA NUOVA DIREZIONE PER IL SETTORE DOPO GLI ERRORI DEL RECENTE PASSATO
- ENI “STRAPPA” LA RETE: ECCO LA CONCORRENZA “AT HOME”
- SU IPERSELF H24 UN COPIONE GIA’ SCRITTO
- A CIASCUNO LE SUE RESPONSABILITA’
- VOGLIAMO GIUSTIZIA
- MA DOVE ERAVATE?













