Decine di gestori di impianti di rete portante della Esso della Campania hanno già consegnato all'azienda la disdetta all'adesione relativa all'iniziativa "SelfPiù" del fine settimana.
Le disdette sono state consegnate in allegato ad un documento con il quale le strutture territoriali di Fegica e Figisc congiuntamente denunciano "l’insostenibilità dei costi, per i Gestori di impianti ESSO, derivanti dalla loro compartecipazione alla iniziativa, la notevole decurtazione del margine e le cospicue somme anticipate, il cui riaccredito avviene in tempi medio-lunghi".
E' per queste ragioni -prosegue il documento sindacale destinato alla Esso Italiana- che "i Gestori, che non intendono portare al fallimento le loro attività, hanno incaricato le scriventi di far pervenire a codesta Società le allegate lettere di revoca".
Lunedì 30 luglio si era svolta una riunione con i responsabili territoriali della Esso, dalla quale però non sono emersi quei correttivi giudicati indispensabili dai gestori e dalle Organizzazioni di categoria.
Identica sorte si prepara anche in Puglia e Basilicata, dove le strutture regionali della Fegica hanno lasciato ancora un giorno di tempo all'azienda per adottare diverse modalità per l'iniziativa di sconto, prima di avviare l'inoltro delle disdette.
In una comunicazione congiunta dei Segretari Generali regionali, inviata alla Esso immediatamante dopo l'incontro avvenuto anch'esso il 30 luglio, la Fegica evidenzia puntualmente le richieste "onde evitare un rapido quanto irreversibile collasso economico di tutte le gestioni partecipanti".
Tra queste emergono la sollecitazione a ripristinare "il margine delle gestioni partecipanti all’iniziativa alla data ante 16.06.2012, così come peraltro emerge dal verbale d’incontro del 27.07.12, sottoscritto in occasione dell’incontro svoltosi tra MISE, Faib-Fegica-Figisc/Anisa, Unione Petrolifera, Assopetroli e Grandi Reti"; effettuare "con cadenza settimanale i rimborsi dell’iniziativa Selfpiù"; sospendere "immediatamente tutti i canoni di affitto applicati dall’azienda per lo svolgimento di attività collaterali, in quanto tale politica commerciale di sconti adottata dall’azienda non sta facendo altro che spostare gli erogati agli orari ed ai giorni di chiusura del pv, con conseguenti perdite di reddito derivanti dalle suddette attività."
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