![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
| |
|
|
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
||
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
|
|
![]() |
![]() |
![]() |
Sab18042026
Ipsum lorem Vestibulum Nam lacinia Curabitur euismod eu urna neque nibh. Donec elit Integer malesuada eros dolor Suspendisse id ornare tincidunt Morbi. Nisl libero ac fermentum vel sed laoreet justo tempus magna.
In occasione del IV Congresso, il vignettista Claudio Cadei, che collabora con diversi quotidiani tra i quali il quotidiano della Cisl -Conquiste del Lavoro- ha dedicato qualcuna delle sue tavole ad alcuni temi "sensibili" per la nostra categoria.
Considerata la loro efficacia descrittiva sono andate a fare parte integrante della Relazione della Segreteria illustrata al Congresso.
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
Il Salone delle Fontane, originariamente denominato del Pubblico, è una porzione del Palazzo Uffici situato al centro del quartiere EUR di Roma.
![]() |
Il Palazzo Uffici è l’unica opera permanente progettata e terminata prima del secondo conflitto mondiale, nell’ambito delle realizzazioni previste per l’Esposizione Universale di Roma.
Per le sue peculiari caratteristiche, può essere ritenuto a ragione l’edificio “pilota” per tutte le altre architetture del piano urbanistico/espositivo. La complessiva articolazione dell’impianto, sia nella sua identità costruttiva e architettonica, sia in quella strettamente impiantistica, ne sottolinea il carattere di grande contenitore sperimentale.
Progettato dall’architetto Gaetano Minnucci nel 1937 e ultimato nel 1940, l’edificio è un gioiello di tecnica e tecnologia, unitamente alla composizione ed equilibrio dei suoi elementi architettonici e stilistici.
![]() |
![]() |
Pensato originariamente come un parallelepipedo quasi regolare, caratterizzato da una grande corte principale e da altre tre di servizio, nella stesura finale mantiene il grande “patio” monumentale articolandosi architettonicamente però in maniera più rispondente alla sua strategica collocazione urbanistica verso la porta d’ingresso all’esposizione.
La struttura dell’edificio presenta un primo corpo in muratura portante ed un secondo concepito in cemento armato.
Il progetto è ispirato a criteri di razionale utilità, nel binomio tradizione e modernità e, in linea con il messaggio istituzionale dell’expo, la ragione autarchica si materializza nella colta e “moderna” lavorazione di tutti i materiali presenti (marmi, legno, vetro, porfido, etc.).
L’apparente staticità monumentale dell’intero corpo di fabbrica è quasi sempre negata da una continua e trasversale permeabilità visiva, anche attraverso l’uso di “colpi” prospettici d’incisiva eleganza, e di stretti riferimenti con il contesto circostante.
A completamento dell’opera vengono inoltre progettati e realizzati gli arredi degli uffici di rappresentanza e quelli ordinari rispettivamente dagli architetti Ulrich, Gori e dallo stesso Minnucci.
La ricchezza e l’eleganza dei dettagli architettonici interni ed esterni, congiuntamente alla suggestione degli apparati decorativi presenti, contribuiscono a fare del Palazzo Uffici un’opera dai contenuti stilistici e compositivi di grande effetto ed armonia.
Il Salone delle Fontane può essere considerato l’area più rappresentativa della struttura ed é caratterizzato da un porticato monumentale a tutt’altezza che si affaccia sul piazzale antistante la porta d’ingresso all’Esposizione.
L'interno, estremamente spazioso e reso raffinato da colonne e pavimenti di marmo di Carrara, è illuminato naturalmente da dodici grandi vetrate alte 9 mt. ca.
Sulla parete di fondo del Salone fa mostra un’opera pittorica di Gino Severini del 1953 dipinta su pannelli di maronite.
![]() |
![]() |
Costituito alla quota d’ingresso da un monumentale salone, al piano secondo presenta uno spettacolare spazio architettonico utilizzato in passato dai progettisti e disegnatori delle opere del piano espositivo ed oggi per la realizzazione di manifestazioni ed eventi.
Un imponente scalone, impreziosito da marmi pregiati e da un’ardita copertura in vetrocemento completano la grandiosità del luogo.
L’effetto di grande suggestione scenografica è infine sancito dalla presenza esterna verso il porticato di una monumentale fontana luminosa, suddivisa in tre bacini e impreziosita da particolarissime aree mosaicate in marmo bianco e nero.
In vista del Congresso, a febbraio del 2009 cd controdistribuzione ha realizzato un numero speciale, in formato magazine, che può essere consultato in formato pdf.
Di seguito pubblichiamo l'editoriale firmato dal Segretario Generale, Roberto Di Vincenzo, che, nonostante il passare degli anni, continua a mantenere una certa attualità oltreché essersi rivelato piuttosto profetico da diversi punti di vista.
di Roberto Di Vincenzo
Se c’è un vizio che la nostra categoria dovrebbe rimproverare a sé stessa è quello di avere la memoria corta.
Con troppa semplicità vengono date per scontate tutte le conquiste, anche le più avanzate, raggiunte nel corso della nostra storia. Quelle conquiste, per intenderci, che hanno cambiato la vita stessa ed i rapporti di forza all’interno del settore: gli accordi economici con le compagnie; la sorveglianza e l’aggiornamento degli aspetti normativi; le iniziative politiche assunte per sostenere le ragioni della Categoria; le politiche fiscali ed amministrative (il “bonus fiscale”, il Cipreg, il pagamento dei diritti camerali, la dichiarazione dei “cancerogeni”, ecc.) solo per fare qualche esempio.
Tutto viene metabolizzato in fretta con quella superficialità, diciamolo con franchezza, di chi si sente forte in un sistema di diritti che certamente ha conquistato sul campo, ma che ora considera, sbagliando, intoccabili.
Si tratta di un “vizio” che induce persino qualche collega, spesso nel momento stesso di rinnovare la tessera, a chiedere: ma il Sindacato che ha fatto?
Qualche risposta è contenuta anche in questo numero speciale del giornale, che, in previsione dell’appuntamento congressuale, intende stimolare la “memoria”, quale elemento fondamentale per costruire l’azione dei prossimi anni.
La conquista delle tutele, la difesa dei diritti, la rappresentanza delle istanze, la denuncia dei soprusi, la protezione dei singoli in un quadro di responsabilità collettiva.
Il Sindacato, in poche parole, è questo e, a volte, chiama anche alla mobilitazione, alla disubbidienza.
Quando è necessario anche allo sciopero, iscritti e non iscritti. Lo fa’ non per soddisfare un vezzo intellettuale, ma perché -nel tentativo di salvaguardare gli interessi dei Gestori- cerca di guardare avanti e considerare gli accadimenti presenti per definire una strategia futura che faccia sintesi delle istanze -spesso indifferenziate- che vengono dalla Categoria.
Il Sindacato esiste se esiste un rapporto “fiduciario” tra i Gestori ed il gruppo dirigente che la Categoria si è data. Un rapporto, è bene chiarirlo, che non può esaurirsi neanche con la distratta adesione all’Organizzazione: in altre parole ci vuole partecipazione.
E’ necessario che ogni singolo Gestore si renda conto che, a cominciare da oggi, ad essere in discussione è il suo futuro.
Lo scontro in atto nel settore –voglio ricordarlo anche ai più distratti- non è più solo economico, non riguarda più solo il periodico “aumento dei margini”, ma riguarda quegli aspetti normativi che hanno permesso alla categoria di emanciparsi rispetto alle condizioni esistenti negli anni sessanta.
L’azione sempre più invasiva delle compagnie petrolifere ha, come fine ultimo, il ribaltamento dei rapporti di forza all’interno del settore e la riduzione dei Gestori al silenzio, alla marginalità e all’obbedienza.
Per arginare una tale spinta la partecipazione è fondamentale. Non è sufficiente neanche “solo” iscriversi al Sindacato.
Che il Sindacato dei Gestori sia l’unico strumento nelle mani della Categoria, per le aziende è straordinariamente evidente. Per questo, l’attacco alla Categoria muove dall’attacco al Sindacato, alla rappresentanza ed al sistema dei diritti che incarna.
Di fronte a ciò la scelta di dividersi, di indicare pretese egemonie non concede speranze. C’è bisogno, al contrario, di coesione e di consapevolezza. I Gestori devono unirsi e non dividersi e il Sindacato deve aprirsi anche alle critiche, evitando di chiudersi in sé stesso, compiaciuto e tronfio per quello che ha realizzato in passato.
C’è bisogno di tutte le forze e le intelligenze disponibili; c’è bisogno di mettere da parte un pezzetto della visione di ciascuno e un pezzetto di “orgoglio di appartenenza”, se vogliamo candidarci a vincere -a nome della Categoria- la battaglia della vita.
La FEGICA, a partire dal suo IV Congresso Nazionale che si accinge a celebrare, fa’ appello alla ragione non solo delle Organizzazioni storiche, ma anche di quelle frange che, a priori, non avendo l’onere della proposta e della visione d’insieme, hanno saputo solo disapprovare, rivendicando una purezza ideologica di cui può compiacersi solo chi non ha il dovere, ogni giorno, di “sporcarsi le mani”.
D’altra parte, in questo panorama nel quale tutti gli sforzi dell’industria petrolifera sono rivolti a ribaltare il rapporti di forza, non deve nemmeno stupire che persino ex funzionari o dirigenti aziendali offrano parasindacale, tacendo di un passato vissuto a vessare i Gestori. Torna buona, in queste circostanze, la perplessità di Lacoonte che, come racconta Virgilio, di fronte al cavallo di legno lasciato di fronte alle mura di Troia: timeo Danaos et dona ferentes, temo i greci anche quando portano regali. Se i troiani non avessero fatto entrare il “dono” dei greci all’interno delle mura, confidando su una buona fede inesistente, la città non sarebbe stata distrutta.
I diversi “cavalli” che in molti stanno lasciando fuori dalle mura vanno lasciati dove sono: fuori, appunto. Anzi ciascuno è chiamato a presidiare e rafforzare le mura di cinta.
Con questo spirito andiamo a celebrare il nostro IV Congresso Nazionale, immaginando di offrire alla nostra Categoria ed al settore tutto, non solo un’analisi degli accadimenti ma anche idee e proposte per uscire da questa critica congiuntura e riprendere il cammino delle conquiste e dei diritti.
Abbiamo, radicata, una consapevolezza: la categoria si può salvare, come entità collettiva, solo se i suoi singoli componenti, i Gestori, avranno l’intelligenza e la capacità di rinnovare l’adesione alle iniziative e la propria partecipazione alla definizione della strategia. Diversamente, tutti sono destinati a perdere.
Difendere il Sindacato. E’ questa la chiave per continuare a vincere.
Scarica qui il formato pdf dell'intero cd controdistribuzione speciale IV Congresso

"Un Congresso di una Federazione i cui iscritti -per citare la relazione della Segreteria- discutono e si dividono sull’analisi e le strategie, ma poi finiscono tutti insieme, “monoliticamente”, per tirare dalla stessa parte, corre seriamente il rischio di risolversi in un appuntamento ripiegato su se stesso e per pochi intimi.
E invece, accanto ai poco piú di 200 delegati eletti dai Congressi delle strutture regionali, la due giorni di lavoro della Fegica ha attratto l’attenzione di oltre 150 ospiti, in rappresentanza delle Istituzioni e delle Amministrazioni locali, della politica e di tutte le realtá, associative ed aziendali, del settore petrolifero.
Oltre, naturalmente, alle decine e decine di Gestori che, da semplici iscritti o simpatizzanti, hanno abbandonato il loro posto di lavoro, anche solo per poche ore, per testimoniare con la propria presenza la volontá di dare letteralmente corpo al bisogno di sentirsi Categoria e rispondere positivamente all’appello “difendete il Sindacato”, lanciato alla vigilia del Congresso dal Segretario Generale, proprio da queste colonne.
Si tratta di una attenzione di cui siamo sinceramente grati a tutti ed a ciascuno degli intervenuti, indipendentemente dalle naturali divergenze sulle analisi, i giudizi e le posizioni che la Fegica ha inteso assumere -more solito- in modo marcato, a volte particolarmente aspro, ma sempre in modo leale ed aperto al confronto."
In questo modo "cd controdistribuzione" avviava una prima riflessione su quel che era avvenuto al IV Congresso della Fegica Cisl, tenuto a Roma, nei giorni 25 e 26 marzo 2009, presso la suggestiva cornice del Salone delle Fontane, nel quartiere EUR.
Particolarmente significativa l'autorevole livello dei relatori e lo spessore degli interventi ospitati dal Forum "Pensare globale. Agire locale" che ha costituito, dopo la relazione della Segreteria, il perno centrale del primo giorno di lavori.
Sollecitati dal capo redattore economia del Tg5, Giuseppe De Filippi, sono intervenuti Raffaele Bonanni, Segretario Generale della Cisl, Luigi Mastrobuono, Mr Prezzi e consigliere del Ministro dello sviluppo economico, Antonio Catricalà, Presidente dell'Antitrust, Pasquale De Vita, Presidente Unione Petrolifera, Gilberto Callera, Presidente del Comitato Italiano del World Energy Council, Benoìt Luc, Direttore Generale R&M Corporate Gruppo Total, Davide Tabarelli, Presidente di Nomisma Energia, e naturalmente Roberto Di Vincenzo, Segretario Generale della Fegica Cisl.
Un vero e proprio "evento" del quale in questa sezione potranno essere consultati documenti, ripese filmate, materiali e allestimenti.
![]() |
La Relazione della Segreteria |
![]() |
Il Forum |
![]() |
Il Salone delle Fontane |
![]() |
L'Allestimento |
![]() |
Il cd controdistribuzione speciale IV Congresso |
![]() |
Le Vignette di Cadei |
![]() |
Le Immagini |
![]() |
I Video |


