La terza sezione del TAR del Lazio, riunita ieri in camera di consiglio per esaminare l'istanza cautelare presentata dalle Organizzazioni di categoria dei gestori - Faib, Fegica ed Anisa - volta ad annullare l'Atto di indirizzo ministeriale del 29.01.2015 avente ad oggetto "Individuazione dei criteri per l'elaborazione di un piano di ristrutturazione della rete delle aree di servizio sui sedimi autostradali", ha fissato il termine di 30 giorni perché il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti depositi i Piani di razionalizzazione ricevuti dalle società concessionarie autostradali.
In particolare, il Tribunale Amministrativo riunito in sede collegiale - si legge nell'ordinanza depositata - ha "ritenuto necessario ai fini del decidere che il MIT fornisca documentati chiarimenti in ordine ad eventuali piani di ristrutturazione già proposti dalle società concessionarie autostradali e ad eventuali approvazioni dei medesimi, mediante deposito di apposita relazione in segreteria nei termine di giorni trenta dalla ricezione della presente ordinanza".
Secondo l'Atto di indirizzo a firma dei Ministri Lupi e Guidi, i cosiddetti piani di ristrutturazione avrebbero dovuto essere presentati dai concessionari entro il 15 febbraio di quest'anno perché potessero essere eventualmente approvati dal Governo entro il 15 marzo.
Termine abbondantemente superato senza che dei piani se ne abbia alcuna (pubblica) traccia.
Si tratta, in buona sostanza, di una ulteriore esigenza istruttoria che delinea, però, un nuovo risultato tangibile dell'iniziativa assunta dai gestori delle aree di servizio autostradali - ripetutamente scesi in sciopero in questi mesi - e dalle loro Organizzazioni di categoria che impone, con il deposito dei piani, un elemento di chiarezza che tutti, dai concessionari ai petrolieri passando per i marchi della ristorazione, fanno insistentemente sapere di ritenere necessario, senza tuttavia trovare modo e coraggio per assumere alcuna iniziativa concreta, lasciando al solito ai gestori il compito di agire.
Il Ministero, a questo punto, sarà costretto ad uscire dalla completa inerzia e scoprire qualche carta.
Cosa che, in termini generali, potrebbe tornare utile anche nell'ottica del prossimo incontro convocato proprio dal Mit e dal Mise per il prossimo 13 maggio in sede "politica".
Non c'è dubbio, infatti, che la soluzione della vertenza avviata dai gestori veda solo sullo sfondo i piani di ristrutturazione e possa trovare una sua composizione esclusivamente attraverso la definizione di un ambito regolatorio complessivo condiviso, che restituisca la certezza delle regole del gioco in autostrada, sulla scorta della normativa vigente, rispondendo alla necessità che chiunque, vecchio o nuovo operatore, sia chiamato a rispettarle.
Il TAR del Lazio ha infine rinviato la prosecuzione alla camera di consiglio al prossimo 15 luglio.
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