Di Vincenzo: prezzi alle stelle per colpa della mancata liberalizzazione

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Benzina e diesel: prezzi alle stelle. Le liberalizzazioni non aiutano

di Giuseppe Cordasco

pubblicato su "Panorama"

“Gli aumenti del prezzo della benzina di questi giorni sono la dimostrazione più evidente che le liberalizzazioni, ancor prima di uscire dal Parlamento, sono già un fallimento”. Non usa mezze parole Roberto Di Vincenzo, presidente di Fegica, sindacato dei benzinai, per spiegare le nuove impennate dei prezzi dei carburanti registrate in queste ore. E d’altronde i livelli raggiunti da benzina e gasolio oggi sono da record.

Dopo gli ultimi rincari annunciati in mattinata da Q8 ed Esso, la benzina, a livello di media nazionale, si avvicina ormai inesorabilmente a quota 1,80 euro al litro, una soglia tra l’altro ampiamente superata in alcune aree del Centro, dove si arriva a sfiorare la quota di 1,87 euro al litro. Il diesel, da parte sua, è ormai mediamente oltre 1,73 euro al litro con picchi al Sud superiori a 1,77 euro al litro.

“Il governo decidendo in pratica di non intervenire seriamente con le liberalizzazioni sul mercato dei carburanti – attacca Di Vincenzo – ha lasciato ancora una volta mano libera alle imprese petrolifere di fare quello che vogliono. Siamo in un settore in cui non c’è vera concorrenza, e chi controlla tutta la filiera, dai pozzi petroliferi alla pompa, ossia le grandi compagnie, può fare il bello e il cattivo tempo”. Il presidente di Fegica è molto netto su questo, e invita a non dar retta a chi continua a ventilare crisi internazionali per spiegare questi nuovi aumenti.

“È chiaro che le tensioni che si stanno registrando in questi giorni ad esempio in Siria e soprattutto in Iran, stanno avendo effetti sui prezzi internazionali del petrolio – spiega Di Vincenzo –, ma stiamo parlando di pochi centesimi, che fanno lievitare il cosiddetto Platt’s, ossia la quotazione internazionale del greggio. I veri problemi sono invece quelli riguardanti un mercato chiuso e senza concorrenza”. E a supporto della sua tesi, snocciola anche qualche gustoso aneddoto.

“Quando il governo Monti aveva fatto circolare una prima bozza di riforma del mercato dei carburanti, che avrebbe inciso davvero sulle strozzature della filiera, si sono subito mosse le lobby petrolifere. Si sa, anche se nessuno lo confermerà mai, - racconta Di Vincenzo - che l’ambasciatore americano in Italia ha scritto una lettera a Monti, nella quale si diceva che il progetto di liberalizzazioni proposto, equivaleva ad una sorta di espropiazione della Exxon, ossia della Esso, e che un’eventuale conferma di tale linea avrebbe portato la compagnia statunitense addirittura ad abbandonare l’Italia”.

Vere o presunte che siano queste rivelazioni, è un dato di fatto che la linea del governo sul fronte della liberalizzazione del mercato dei carburanti si è di molto ammorbidita, con i risultati che abbiamo oggi di fronte. “Ad esempio – continua Di Vincenzo – si era pensato di creare una Borsa dei carburanti, che avrebbe potuto innescare meccanismi di concorrenza e di ribasso dei prezzi. Ma anche questo progetto è stato rimesso nel cassetto”. Il risultato è quello che abbiamo oggi davanti agli occhi, prezzi alle stelle e mercato della benzina e del gasolio ancora bloccato.


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