IPERSELF H24 ENI. 1001 RAGIONI PER NON ADERIRE.

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Dopo la rottura del tavolo negoziale con l'azienda che ha spinto il Coordinamento Nazionale Unitario dei Gestori di Faib Confesercenti e Fegica Cisl ha proclamare lo stato di agitazione, i Presidenti delle due sigle sindacali, Martino Landi e Roberto Di Vincenzo, si rivolgono direttamente ai Gestori a marchio Eni con una lettera aperta.

Scarica il formato pdf della lettera aperta ai Gestori Eni

Scarica il modello per la revoca di "iperself h24" di Eni


 

Caro Gestore Eni,

Hai mille e una ragione per non aderire ad “iperself h24”

Per il TUO presente

•    Sul piano economico è sufficiente fare due conti per capire che sarebbe un disastro. Hai calcolato quanti litri in più dovresti vendere, ammesso che questo avvenga, per rientrare del costo dello sconto a tuo carico? Ti rendi conto di quanti litri si sposteranno dal faidate o dal servito verso l'iperself h24 dove il tuo margine si riduce a soli 15 millesimi al litro (senza contare gli eventuali oneri per l’uso della Multicard o del collegamento telefonico)? Come puoi non sapere che, così come il passato ci ha insegnato (dal faidate all’iperself), dopo pochissimo tempo tutte le altre compagnie si organizzeranno e, nella migliore delle ipotesi, faranno lo stesso sconto, riprendendosi (qualcuno con gli interessi) i litri temporaneamente persi, con l’effetto finale che tutti venderanno come prima ma con un margine più che dimezzato? E come puoi non sapere che, finché i prodotti saranno “regalati” in extrarete, gli impianti presso la GDO avranno comunque prezzi migliori faidate/post pay e le pompe bianche persino in servito?

•    Sul piano organizzativo tu, da benzinaio, sai perfettamente (i “capoccioni” stanno al chiuso dei loro uffici, sulle loro comode poltrone) quanto tempo impiega un cliente per effettuare un rifornimento in self service pre-pay, sempre che tutto fili liscio. Ma invece sai anche che, generalmente, quando il cliente si serve all'accettatore ha bisogno di “spicciare” i soldi, fatica a capire il funzionamento, non sa come comportarsi per fare il pieno e tu devi essere pronto a ritirare lo scontrino e dargli il resto, bloccando il tuo piazzale per un tempo infinito. Senza contare che non potrai rifiutarti di continuare a gonfiargli le gomme, pulirgli il vetro o aiutarlo a togliere il tappo. A te non rimarrà che rimanere li a mangiarti il fegato e rispondere alle lamentele dei clienti. Oppure c’è già qualcuno che pensa di mettersi a “servire” il self pre-pay per velocizzare la fila o di lasciarlo fare al migrante, senza contratto e senza permesso di soggiorno, che già veniva lì la notte, questa volta sotto la tua diretta responsabilità.

•    Sul piano professionale saresti letteralmente umiliato. La tua presenza servirà solo per dimostrare quello di cui i “capoccioni” vogliono convincere i tuoi stessi clienti e cioè che sei TU che fai costare (e hai fatto costare fino ad ora) la benzina 10 centesimi in più: meglio la macchinetta del self service che portare i soldi a TE. Senza contare il fatto che quel poco di incasso che si riusciva ad ottenere da un piccolo shop o un convenience store sarebbe fatalmente affossato, senza che il cliente abbia più alcuna necessità di entrarvi.

Per il TUO futuro

•    Credi davvero che “iperself h24” serva “a recuperare un po’ di vendite”, come insistono nel ripetere i “capoccioni”? Credi davvero che l’azienda leader indiscussa del mercato, che controlla la raffinazione e la logistica prima ancora della distribuzione finale, possa temere la “concorrenza aggressiva” di chiunque? Credi davvero che non sia proprio questa Azienda a “dettare” condizioni e prezzi a monte o a valle della filiera, in rete o in extrarete? E quindi credi davvero che i “capoccioni” non avessero altro strumento che quello di trasformarti in un “guardiano” dell’impianto dove prima tu svolgevi la TUA attività?

•    La verità vera è che vogliono sfruttarti fin quando non saranno riusciti a costringere i tuoi clienti a servirsi alla macchinetta, magari con la tua assistenza e il tuo servizio. Ma non appena ciò avverrà e saranno riusciti a spostare le tue vendite verso il pre-pay, ti faranno “proposte” ancora peggiori.

•    Il loro obiettivo principale -per quanto ingiusto, sbagliato e fallimentare anche per gli interessi stessi dell’Azienda e di quanti ancora ci lavorano avendo a cuore il loro futuro- è quello di dimostrare che si può “spendere meno”, che TU DEVI COSTARE MENO (come ha “confessato” Paolo Grossi alla stampa): 15.000 euro lordi per milione di litri! Questi sono i loro veri “sogni”. Queste sono le loro migliori “fantasie”. Finché reggerai bene. Poi, avanti un altro disperato in cerca di un lavoro purché sia. E se non c’è, avanti con i “ghost”.

•    Ecco a che serve “iperself h24” oggi! Ed ecco perché dopo il rifiuto di tanti nostri colleghi di accollarsi i costi del -10, si sono accontentatati di proporgli il meno -5 o gli hanno promesso una somma di denaro “una tantum”. Perché per loro è importante mettere un piede dentro, subito: dopo, poi, sarà troppo tardi per tornare indietro. Ricordati che la “prima bustina di roba viene sempre offerta a gratis”.

Per il presente ed il futuro dei TUOI colleghi

•    Non puoi fare finta di ignorare che se anche tu hai potuto avvicinarti a questa attività, fare questo mestiere e “sfamare” la tua famiglia, lo devi anche al valore della solidarietà che molti, tanti anni fa e nel tempo a seguire, hanno saputo incarnare, battendosi per conquistare diritti per tutti e per difenderli.

•    Devi sapere che le scelte che sei ora chiamato a compiere non condizioneranno solo il tuo presente ed il tuo futuro, ma anche quello di migliaia e migliaia di tuoi colleghi e delle loro famiglie. Devi sapere che tutti noi -anche TU- portiamo una responsabilità che va ben oltre i confini del nostro impianto.

•    E’ giunto il momento che ciascuno di noi -anche TU- senta il dovere ed il bisogno di “restituire” una piccola parte di quello che ha “ricevuto”: nessuno ha più alibi.

Caro gestore eni

Scegli una di queste più di mille ragioni

e NON ADERIRE a “iperself h24”

E, se dovessi averlo già fatto, compila e spedisci il modello di rinuncia che ti alleghiamo.

Tantissimi, molti più di quel che l’Azienda è pronta a riconoscere per farti pressione, minacciarti e ricattarti, si sono rifiutati e continuano a resistere. Nel loro stesso interesse e in quello di tutti gli altri, compreso TE.

Non è vero che “tutto è scritto”, che “ormai è inevitabile”, che “niente serva più a niente”. Chi lo dice o è rassegnato o è personalmente compromesso: in ogni caso, sono disinteressati al tuo bene.

Insieme siamo forti. Con te possiamo esserlo ancora di più. E se sarai capace di convincere qualche altro collega, potremo dire di essere stati capaci di riconquistare il diritto a costruire il nostro futuro.

F.to Martino Landi, Presidente Faib  -  Roberto Di Vincenzo, Presidente Fegica


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