Sabato prossimo, 1° marzo scatterà il nuovo aumento delle accise sui carburanti già previsto dal cosiddetto "decreto del fare" del giugno 2013.
L'aumento di 2,4 millesimi di euro ogni litro si dovrebbe tradurre in 3 millesimi alla pompa aggiungendo la relativa IVA, sempreché le compagnie petrolifere e più in generale i titolari degli impianti non decidano di "assorbirne" gli effetti.
Ulteriori aumenti sono già contenuti in altre norme di legge che produrranno i loro effetti a decorrere dal 1° gennaio 2015 e persino dal 1° gennaio 2017, per smentire chi dice che Italia non ci sia programmazione.
In ogni caso si conferma quanto su queste colonne avevamo già avuto modo di evidenziare (cfr. l'articolo "20 cent di accise oltre la UE: è questo il macigno che grava sul settore" del 26.9.13) vale a dire la leadership italiana in materia di tassazione sui carburanti: stando ai dati rilevati nei 28 Stati della UE dalla Commissione dell'Unione Europea al 4 novembre 2013 e rielaborati dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, il nostro Paese é meritatamente secondo sia sulla benzina (solo dietro l'Olanda), sia sul gasolio (solo dietro il Regno Unito).
Per fare un minimo di ordine sulla complessa materia delle accise e sugli effetti che esse determinano sui prezzi al pubblico anche nel confronto con il resto dei Paesi Europei, pubblichiamo, di seguito, un resoconto estratto dal sito della Camera dei Deputati e, in allegato, i report dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli su "prezzi e fiscalità su benzina e gasolio auto in Europa" e sulle "variazioni delle accise" dal 1999 in avanti.
Premessa
La disciplina delle accise è principalmente contenuta nel Testo Unico, di cui al D.Lgs. 26 ottobre 1995, n. 504, (Testo Unico delle Accise - TUA). Il TUA è stato profondamente innovato negli anni, specialmente a seguito del recepimento, operato con il D.Lgs. n. 26/2007, della direttiva 2003/96/CE che ha ristrutturato il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dell'elettricità,anche al fine di recepire il protocollo di Kyoto; essa ha ampliato l’ambito delle accise armonizzate, al fine di estenderlo in generale a tutti i “prodotti energetici” (tra cui il gas naturale) e l’elettricità, introducendo dunque livelli minimi di tassazione anche per i suddetti prodotti.
Occorre ricordare inoltre che dal 1° dicembre 2012 l'Agenzia delle Dogane incorpora l'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, assumendone funzioni e risorse umane, strumentali e finanziarie attribuite, come stabilito dai decreti dell'8 novembre 2012, emanato in applicazione dell'art. 23 quater deldecreto legge n. 95/2012. L'Agenzia assume il nome di Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Negli ultimi anni, i progressivi aumenti della misura di accise imposte di consumo hanno fatto fronte alla necessità di salvaguardia dei conti pubblici o di finanziamento di interventi di politica economica, con le modalità sinteticamente esposte nei paragrafi successivi.
Accisa sulla benzina e sul gasolio
La vigente misura dell’aliquota sui carburanti e stata fissata dalla legge di stabilità 2013 (articolo 1, comma 487 della legge n. 228 del 2012): in particolare,dal 1° gennaio 2013, l’aliquota di accisa sulla benzina è pari a 728,40 euro per mille litri e quella sul gasolio usato come carburante a 617,40 euro per mille litri.
Dal 1° marzo 2014 l'accisa sulla benzina verrà innalzata a 730,80 euro per mille litri, mentre quella sul gasolio aumenterà sino a 619,80 euro per mille litri, per effetto della Direttore dell'Agenzia delle Dogane del 23 dicembre 2013. Tale aumento è conseguente alle norme contenute nell’articolo 61, comma 1, lettera e)del decreto-legge n. 69 del 2013.
E' previsto un ulteriore incremento di detta aliquota per l’anno 2015, che consegue all’attivazione della clausola di salvaguardia contenuta nell'articolo 15, comma 4 del decreto-legge n. 102 del 2013 (cd. decreto-legge IMU). Più in dettaglio, sarà un provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, da adottare entro il 31 dicembre 2014, a disporre l'innalzamento dell'accisa sui carburanti, a decorrere dal 1° gennaio 2015 e fino al 15 febbraio 2016, con lo scopo di produrre maggiori entrate nette non inferiori a 671,1 milioni di euro per l'anno 2015 e 17,8 milioni di euro per l'anno 2016.
La legge di stabilità 2014 (articolo 1, comma 626 della legge n. 147 del 2013) stabilisce un ulteriore aumento dell'accisa sulla benzina e del gasolio per il periodo dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2018, la cui misura è affidata a un provvedimento del direttore dell'Agenzia delle dogane da adottare entro il 31 dicembre 2016, in misura tale da determinare maggiori entrate nette non inferiori a 220 milioni di euro per l'anno 2017 e a 199 milioni di euro per l'anno 2018.
(Fonte www.camera.it)
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