CARO LUIGI

occhio lacrima 02

Distratti dalla quotidianità delle "umane cose" abbiamo appreso con qualche ora di ritardo della tua scomparsa, essendone dolorosamente colpiti e frastornati.

Abbiamo avuto l'ottima fortuna di conoscerti come professionista preparato e corretto, ma soprattutto come ragazzo gentile, semplice e disponibile.

Il nostro pensiero affettuoso e commosso va a tutte le persone che hai amato, essendone ricambiato.

E un abbraccio fraterno a quanti hanno condiviso con te, minuto dopo minuto, gomito a gomito, il clima caldo e caotico della tua redazione.

Come giustamente ricorda il tuo Direttore, é impresa ardua, in queste circostanze, richiamare parole senza cadere nella trappola di una retorica che mai come ora vorremmo assolutamente rifuggire.

Ci affidiamo perciò all'animo del poeta che significa infinitamente più di quel che dice, per portarti la nostra carezza.


A Luigi Stieri

LA COLLINA

di Edgar Lee Masters

Dove sono Elmer, Herman, Bert, Tom e Charley, 
l'abulico, l'atletico, il buffone, l'ubriacone, il rissoso? 
Tutti, tutti, dormono sulla collina.

Uno trapassò in una febbre, 
uno fu arso in miniera, 
uno fu ucciso in rissa, 
uno morì in prigione, 
uno cadde da un ponte lavorando per i suoi cari - 
tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.

Dove sono Ella, Kate, Mag, Edith e Lizzie, 
la tenera, la semplice, la vociona, l'orgogliosa, la felicie? 
Tutte, tutte, dormono sulla collina.

Una morì di un parto illecito, 
una di amore contrastato, 
una sotto le mani di un bruto in un bordello, 
una di orgoglio spezzato, mentre anelava al suo ideale, 
una inseguendo la vita, lontano, in Londra e Parigi, 
ma fu riportata nel piccolo spazio con Ella, con Kate, con Mag - 
tutte, tutte dormono, dormono, dormono sulla collina.

Dove sono zio Isaac e la zia Emily, 
e il vecchio Towny Kincaid e Sevigne Houghton, 
e il maggiore Walker che aveva conosciuto 
uomini venerabili della Rivoluzione? -
tutti, tutti, dormono sulla collina.

Li riportarono, figlioli morti, dalla guerra, 
e figlie infrante dalla vita, 
e i loro bimbi orfani, piangenti - 
tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.

Dov'è quel vecchio suonatore Jones 
che giocò con la vita per tutti i novant'anni, 
fronteggiando il nevischio a petto nudo, 
bevendo, facendo chiasso, non pensando né a moglie né a parenti, 
né al denaro, né all'amore, né al cielo? 
Eccolo! Ciancia delle fritture di tanti anni fa, 
delle corse di tanti anni fa nel Boschetto di Clary, 
di ciò che Abe Lincoln 
disse una volta a Springfield.

Traduzione a cura di Fernanda Pivano


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