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Back NORMATIVA QUADRO DI RIFERIMENTO

UN SECOLO DI LEGGI

repubblica pistola

Chi naviga nella rete, spesso, è alla ricerca della “novità”. Dell’ultima notizia.

Ma come è naturale che sia, nessuna “novità” sarebbe possibile senza il progressivo divenire di una storia.

La nostra Categoria non fa eccezione.

Qui cercheremo di ripercorre quasi un secolo di storia seguendo l’evoluzione di quello che viene definito il “quadro normativo di riferimento”.

Il Regio Decreto-Legge 16 dicembre 1926, n. 2174, introduce il criterio di autorizzazione di commercio.

Il Regio Decreto 20 luglio 1934, n. 1303, che converte, con modificazioni, il Regio Decreto-Legge 2 novembre 1933, n. 1741, definisce per la prima volta la figura del “Gestore”, prima di allora semplicemente “addetto” o dipendente dell’impresa che esercita il rifornimento dei carburanti.

Gli impianti, ancora, erano assoggettati al regime di autorizzazione e costruire un impianto non aveva alcun impedimento.

Persino in assenza della necessaria autorizzazione, era sufficiente pagare una multa di 30.000 lire per regolarizzare la posizione che vedeva già serbatoi interrati e pompe appoggiate.

A causa della conseguente crescita selvaggia del numero degli impianti, il Ministero dell’Industria fu costretto ad emanare la Circolare 42/F del 12 settembre 1967 per segnalare ai Prefetti la necessità di mettere sotto controllo il fenomeno.

Come illustrato meglio nell’articolo “Siamo ancora qua”, per i Gestori quelli erano anni difficili con impianti aperti minimo 16 ore al giorno per 365 giorni l’anno, margini da fame e contratti che duravano sei mesi.

Tale condizione generale scatenò una vera e propria rivolta sociale che portò alla definizione della Legge 18 dicembre 1970, n. 1034, che convertiva, con modificazioni, il Decreto-Legge 26 ottobre 1970, n. 745.

La Legge 1034/1970, integrata successivamente con il Decreto del Presidente della Repubblica 27 ottobre 1971, n. 1269, malgrado tutte le difficoltà incontrate per darne concreta attuazione, rappresentò una vera e propria rivoluzione, perché cancellò quell’assoluta discrezionalità dei proprietari e dell’industria petrolifera che caratterizzava, fino ad allora, il rapporto con i Gestori.

La nuova normativa introdusse i concetti di durata minima novennale dei contratti, di gratuità dell’affidamento delle attrezzature, di sospensione dell’attività per ferie e di continuità nella conduzione dell’impianto dei familiari dei Gestori morti o interdetti.

Inoltre venne previsto l’arresto da 2 mesi a 2 anni per la costruzione di impianti senza titolo, oltre all’aumento dell’ammenda da 100.000 lire ad un milione.

Gli impianti vengono, nuovamente, assoggettai a concessione e le nuove concessioni vengono rilasciate dai Prefetti.

Nel gennaio 1973, viene stabilito che i margini per i Gestori vengano fissati dal Comitato Interministeriale Prezzi (CIP).

L’anno dopo, con il Decreto Ministeriale 20 aprile 1974 (Ministro dell’Industria Ciriaco De Mita) vengono fissati gli orari nazionali.

Da allora decine di atti normative e amministrativi vengono dedicati alla cosiddetta ristrutturazione della rete in attuazione della Legge delega 22 gennaio 1975, n. 382, assunta in applicazione dell’articolo 117 della Costituzione.

Atti che, a partire dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 luglio 1978, non ebbero grande fortuna (cfr. articolo “Tante liberalizzazioni. Nessuna liberalizzazione.”).

Il clima di forte dialettica ma anche di volontà di progredire degli anni ‘80, consentì di spostare alla “contrattazione collettiva” la definizione dei margini dei Gestori, allora rimessa al CIP, e di altri elementi significativi che regolavano le relazioni con le compagnie petrolifere.

Ad ogni modo, la Legge “quadro” 1034/1970 -ad eccezione che per la viabilità autostradale, dove rimane tuttora la concessione- viene sostituita, per la rete ordinaria, con il Decreto Legislativo 5 marzo 1998, n. 32, che trasforma, di nuovo, il regime giuridico del settore della distribuzione carburanti da concessione ad autorizzazione, promuove alcuni primi elementi di liberalizzazione del mercato e fissa alcune garanzie per i Gestori fra le quali la contrattazione collettiva e il divieto assoluto, pena la nullità, per clausole risolutive diverse da quelle individuate nel testo della norma stessa e riprese dall’Accordo Interprofessionale del 29 luglio 1997, sottoscritto con Unione Petrolifera.

Con il D. Lgs. 32/1998 si apre una lunga stagione di interventi legislativi nel settore che ancora dura.

La Circolare Ministeriale 4 agosto 1998, n. 218445, illustra alcuni passaggi del D. Lgs. 32/1998 relativi, tra l'altro, alle competenze rispettivamente dei Comuni e delle Regioni per il rilascio di autorizzazioni ovvero di concessioni per la realizzazioni di impianti su rete ordinaria ovvero su rete autostradale, all'individuazione delle aree per l'istallazione di nuovi impianti, all'adeguamento degli impianti incompatibili, al programma di chiusure volontarie.

Il Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 112, chiarisce, come detto, il mantenimento del regime concessorio per gli impianti posti lungo le autostrade e assimilabili (art. 105).

Il Decreto Legislativo 8 settembre 1999, n. 346, apporta ulteriori elementi di liberalizzazione per l'istallazione di nuovi impianti, accorciando alcune scadenze già previste dal precedente D. Lgs. 32/1998.

La Legge 28 dicembre 1999, n. 496, che converte, con modificazioni, il Decreto Legge 29 ottobre 1999, n. 383, (Ministro dell’Industria Pierluigi Bersani), avvia concretamente la liberalizzazione del settore, obbliga ad accompagnare che i contratti di affidamento in uso gratuito con i soli contratti di fornitura e somministrazione, consente la vendita di tutti i prodotti non alimentari e di quelli alimentari da asporto, ribadisce la gratuità delle attrezzature petrolifere concesse ai Gestori.

La Legge 5 marzo 2001, n. 57, (Ministro dell’Industria Enrico Letta), con la quale (art. 19) conferma, ancora una volta, la gratuità delle attrezzature finalizzate alla distribuzione carburanti, comprese quelle del self-service, apre anche alla somministrazione di alimenti e bevande sugli impianti, e trasforma la contrattazione economico-normativa da “orizzontale” a “verticale”, vale a dire da definirsi a livello di ciascuna singola azienda petrolifera.

Il Decreto Ministeriale 31 ottobre 2001 (Ministro delle Attività Produttive Antonio Marzano) che approva il Piano nazionale contenente le linee guida per l'ammodernamento del sistema distributivo dei carburanti relative ai criteri, tra l’altro, per la definizione di impianti incompatibili, per l’apertura di nuovi impianti, per la programmazione per bacini di utenza, per le superfici minime e i nuovi orari di servizio.

Tutto questo complesso normativo è, senz’altro, il punto più avanzato che la Categoria ha saputo conquistarsi sul piano della tutela.

Gli interventi legislativi successivi scontano, probabilmente, un certo appagamento sia di parte della rappresentanza sindacale sia della Categoria stessa, forse convinta -a torto- che per mantenere i risultati raggiunti sarebbe bastato un grado di partecipazione e di “intensità” sindacale inferiore a quella precedente.

La Legge 2 aprile 2007, n. 40, che converte, con modificazioni, il Decreto-Legge 31 gennaio 2007, n. 7, introduce nuovi obblighi per i Gestori delle AdS autostradali in materia di pubblicizzazione dei prezzi, oltre a prevedere l’istallazione dei “benzocartelloni”.

La Legge 6 agosto 2008, n. 133, che converte, con modificazioni, il Decreto-Legge 25 giugno 2008, n. 112, (Ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola) cancella ogni residuo “vincolo numerico” (superfici, distanze, orari) per consentire di rimuovere le pretese restrizioni alla libertà di stabilimento che la Commissione Europea aveva rilevato (su denuncia della GDO) e che rischiavano di portare ad una sanzione a carico dello Stato Italiano.

Va qui rilevato come il testo normativo ignori, di fatto, tutti gli impegni assunti in contropartita dal Governo la sottoscrizione del Protocollo Scajola del 20 giugno 2008.

La Legge 23 luglio 2009, n. 99, obbliga i Gestori di rete ordinaria e autostradale alla comunicazione giornaliera dei prezzi praticati.

La Legge 15 luglio 2011, n. 111, che converte, con modificazioni, il Decreto-Legge 6 luglio 2011, n. 98, (Ministro dello sviluppo economico Paolo Romani, Sottosegretario Stefano Saglia) sconquassa la distribuzione carburanti (art. 28) a favore delle compagnie petrolifere e dei retisti, introducendo il principio per il quale il self service pre-pay può essere utilizzato anche ad impianto “aperto” (di fatto, l’autorizzazione per “iperself h24” di Eni), l’installazione su larga scala di impianti “ghost” e la previsione per la modifica dei contratti esistenti.

Infine, la Legge del 24 marzo 2012, n. 27, che converte, con modificazioni, il Decreto Legge 24 gennaio 2012, n. 1.

Dopo una gestazione particolarmente complessa e laboriosa, quest’ultimo intervento legislativo, in ordine di tempo, contiene alcune previsioni, sia pure in embrione, che, se sviluppate e attuate, potrebbero davvero rappresentare un’apertura del mercato ed assegnare ai Gestori un nuovo ruolo, certamente più autonomo e imprenditoriale, nella distribuzione carburanti.

La previsione della costituzione di un mercato all’ingrosso dei carburanti, la possibilità che anche i Gestori non proprietari dell’impianto possano aspirare a vedere almeno attenuato il vincolo di fornitura in esclusiva e la “spinta” del legislatore verso una proprietà dei punti vendita più diffusa con l’eventualità della cessione di impianti direttamente ai Gestori, rappresentano certamente tutti elementi di novità assoluta e di una possibile prospettiva, sulla quale poter lavorare per il futuro.

Senza dimenticare la significativa introduzione del concetto giuridico di "abuso di dipendenza economica" nel contesto delle relazioni tra proprietario/fornitore e Gestore, che inserisce di diritto l'art. 9 della Legge 18 giugno 1998, n. 192, all'interno del quadro normativo di riferimento del settore.