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Back ATTIVITA' SINDACALE LIBERA LA BENZINA!

LIBERA LA BENZINA!

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Con la conferenza stampa di presentazione del 11 marzo 2011, il Coordinamento Nazionale Unitario dei gestori di Faib Confesercenti e Fegica Cisl ha avviato l'iniziativa "Libera la benzina!", allo scopo di promuovere nei confronti della pubblica opinione e della politica un progetto di legge per la riforma della distribuzione carburanti, teso ad ottenere un maggiore grado di concorrenza nel settore ed ottenere prezzi più bassi dei carburanti.

Si tratta di una iniziativa che ha preso le mosse dalla constatazione della evidente sostanziale inefficacia della miriade di provvedimenti legislativi assunti dal 1998 in avanti e dalla necessità di arrestare l'invadenza delle compagnie petrolifere che controllano tutta la filiera dei carburanti: dalla culla alla tomba, dall'estrazione al serbatoio dell'auto.

Ciò che, come è facile intuire, ingessa completamente il mercato, impedisce qualsiasi grado di concorrenza, mortifica l'attività delle migliaia di piccole imprese di gestione e mantiene alti i prezzi al consumo dei carburanti, ben oltre il livello che sarebbe ragionevole attendersi.

Il progetto "Libera la benzina!", ispirato per larga parte a riforme liberalizzatrici che hanno già dato buona prova di sé in altri settori energetici, ha ottenuto da subito il sostegno di Cisl e Confesercenti, delle di importanti associazioni dei consumatori come Adiconsum, Adusbef, Adoc e Federconsumatori, di noti marchi della grande distribuzione come Conad, di decine di associazioni di categoria di "lavoratori e utenti della strada" riuniti nel Comitato 25 luglio, come autotrasportatori, tassisti, autocarrozzerie, noleggiatori con conducente, ecc.

In soli tre mesi, tra aprile e giugno del 2011, i banchetti di raccolta firme organizzati in tutta Italia raggiungono e superano l'obiettivo di 500.000 sottoscrizioni di semplici cittadini. Prima della fine dell'estate le firme saranno oltre 670.000.

Sollecitata dall'ampio consenso di base che i promotori del progetto riescono a catalizzare, anche la politica mostra un livello di sensibilità mai finora manifestato.

In poche settimane dall'avvio dell'iniziativa oltre 100 parlamentari tra Senatori e Deputati, appartenenti a tutti i gruppi rappresentati in Parlamento, sia di maggioranza che di opposizione, depositano ben 7 disegni di legge: tutti ricalcano sostanzialmente "Libera la benzina!".

Malgrado il progetto di legge venga assegnato alle rispettive Commissioni di Camera e Senato, l'esame dei provvedimenti non viene calendarizzato sotto la pressione delle lobby di petrolieri e retisti indipendenti che riescono a insabbiarne l'iter.

A nulla valgono persino le conclusioni a cui giunge la Commissione straordinaria del Senato istituita "per la verifica dell'andamento generale dei prezzi al consumo e per il controllo della trasparenza dei mercati".

La Relazione approvata all'unanimità, prima in Commissione il 29 marzo, poi dall'Aula il 18 maggio 2011, spiega che nel settore dei carburanti c'è una "anomalia": "talvolta la stessa compagnia gestisce estrazione, trasporto, raffinazione, distribuzione e vendita al dettaglio dei combustibili. Una filiera così rigida, in cui si realizza una scarsa concorrenza, non produce sicuramente effetti positivi sui prezzi finali del prodotto."

"Per ovviare a ciò -prosegue la Relazione- sono stati presentati i disegni di legge -Atto Senato n. 2283 [sen. Divina, ndr] e Atto Senato n. 2636 [sen. Bubbico, vale a dire il ddl "Libera la benzina!", ndr]- in materia di razionalizzazione del sistema di distribuzione dei carburanti, tesi a rendere più autonoma la figura del gestore dell’impianto ed in grado di approvvigionarsi sul mercato ponendo in concorrenza le varie compagnie e realizzando così sensibili risparmi per gli acquirenti finali."

Quando, alla fine del 2011, ottiene la fiducia il Governo Monti, alcuni elementi in qualche modo rinvenibili nel progetto "Libera la benzina!" trovano allocazione nelle bozze iniziali prima del "decreto salva Italia", poi del decreto "cresci Italia".

Ma anche in questo caso la vigorosa reazione delle potenti lobby della conservazione dello status quo riescono prima a cancellare, poi a stravolgere i testi originali dei provvedimenti.

Ciò nonostante, dopo una lunghissima e paziente opera di informazione e convincimento realizzata dal Coordinamento Faib-Fegica, la X Commissione del Senato vota a maggioranza una serie di emendamenti al decreto liberalizzazioni emanato originariamente dal Consiglio dei Ministri, che riescono a introdurre per la prima volta in una legge dello Stato alcuni elementi di riforma che aprono spazi ad una futura evoluzione.

In particolare il testo trasformato in legge dal Parlamento inserisce, seppure ancora abbozzandone il ragionamento, il concetto di mercato all'ingrosso, la possibilità di deroga al regime di fornitura in esclusiva per tutti i Gestori, l'avvio di un percorso che porta ad una proprietà degli impianti maggiormente diffusa attraverso la loro cessione dalle compagnie ai Gestori.