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GIU’ LE MANI DAL CREDITO D’IMPOSTA SU CARTE E PAGOBANCOMAT!

cd flash330 228UNA NORMA ANCORA DA RENDERE COERENTE CON GLI IMPEGNI ASSUNTI PUBBLICAMENTE DAL VICEMINISTRO CASERO A NOME DEL GOVERNO CON LA CATEGORIA E LE “SCORRERIE” DEI MONOPOLISTI DELLA MONETA ELETTRONICA METTONO IN SERIO DUBBIO LA POSSIBILITA’ PER I GESTORI DI BENEFICIARE PIENAMENTE DEL PROVVEDIMENTO CHE, CON L’APPROVAZIONE DELLA LEGGE DI BILANCIO 2018, HA PREVISTO UN CREDITO D’IMPOSTA A COMPENSARE IL 50% DEGLI ONERI LEGATI ALLE TRANSAZIONI CON CARTE DI CREDITO E PAGOBANCOMAT. DI SEGUITO PUBBLICHIAMO IL COMUNICATO CONGIUNTO DIFFUSO ALL’INDOMANI DELL’INCONTRO CON IL VICEMINISTRO CASERO E LA COMUNICAZIONE DESTINATA A NEXI SPA, BANCOMAT SPA E, PER CONOSCENZA, AL MEF E ALL’ANTITRUST.

Comunicato stampa congiunto di Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio del 5 aprile 2018


GESTORI AL VICEMINISTRO CASERO: LE DISPONIBILITA’ OFFERTE DALLA CATEGORIA SULLA FATTURAZIONE ELETTRONICA POSSONO ESSERE CONFERMATE SOLO IN PRESENZA DELLA EFFETTIVA SOLUZIONE DELLA QUESTIONE SUI COSTI DELLA MONETA ELETTRONICA.

PREVISTI NUOVI INCONTRI ENTRO LA FINE DI APRILE.

La fatturazione elettronica (peraltro ancora in via di ulteriori precisazioni applicative) non può essere considerata sganciata dalla piena conferma degli impegni assunti dal Governo stesso in ordine all’effettivo contenimento dei costi connessi all’utilizzo della moneta elettronica.

E’ quanto le Organizzazioni dei Gestori -Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio- hanno tenuto a precisare al Viceministro dell’Economia, Casero, nel corso dell’incontro tenuto nella giornata di ieri, 4 aprile.

In particolare -si legge nella nota congiunta diffusa dalle Federazioni di categoria- è indispensabile che l’azione del Governo confermi in modo tangibile che il provvedimento in ordine alla previsione del credito d’imposta a favore dei Gestori ricomprenda anche le transazioni effettuate con carte di debito (pagobancomat) e che il medesimo credito d’imposta sia spendibile tempestivamente e non sia soggetto a tassazione.

Inoltre -prosegue la nota- a nulla può valere qualsiasi soluzione individuata, se ai monopolisti del circuito bancario non viene impedito, a monte, di intascarne gli effetti.

In sostanza -denunciano le Organizzazioni sindacali- in una non casuale concomitanza con la pubblicazione di Gazzetta Ufficiale del provvedimento a favore dei Gestori, a dicembre scorso, società emittenti di carte di pagamento elettroniche hanno di già comunicato il raddoppio delle commissioni sulle transazioni relative, potendo contare sul Monopolio di fatto che controlla incontrastato questo segmento di mercato.

Una azione intollerabile che, oltre a vanificare per intero il beneficio con il quale il Governo aveva inteso compensare gli oneri iniqui imposti dai gestori, prontamente riassorbito dai circuiti bancari, raddoppia di fatto la previsione di spesa rispetto alla quale era stata offerta copertura anche attraverso le maggiori entrate legate proprio all’introduzione della fatturazione elettronica e all’abolizione della carta carburanti.

Ove questa autentica scorreria anche ai danni dello Stato, oltreché dei Gestori, non fosse impedita, alla categoria non rimarrebbe che attivare ogni iniziativa, anche di sciopero, a tutela.

Le Organizzazioni -conclude la nota- hanno infine registrato l’impegno del Viceministro a promuovere azioni coerenti con le istanze poste e nuovi incontri entro la fine di aprile.


Comunicato stampa congiunto di Faib-Fegica-Figisc/Anisa del 5.04.2018.pdf

 

Oneri carte di pagamento elettroniche. Comunicazione congiunta Faib-Fegica-Figisc vs Nexi, Bancomat, MEF e AGCM.

 

Faib Fegica Figisc/Anisa

 Roma 5 Aprile 2018

Spett.le NEXI SpA
c.a.: Presidente dott. Franco Bernabè
Spett.le Bancomat SpA
c.a.: Presidente dott. Franco Dalla Sega
e, p.c.: Ministero dell'Economia e delle Finanze
c.a.: Viceministro Luigi Casero
c.a.: Consigliere dott. Vieri Ceriani
e, p.c.: AGCM
c.a.: Presidente dott. Giovanni Pitruzzella

 

Oggetto: Utilizzo di carte di credito/debito per il pagamento delle forniture di carburanti e lubrificanti. Pagamento commissioni.
Egregi Presidenti,

le scriventi Federazioni che organizzano i Gestori degli impianti stradali ed autostradali di distribuzione carburanti per uso di autotrazione, intendono porre alla sua attenzione l'annosa problematica relativa alle commissioni che, tanto il circuito Nexi quanto Bancomat -monopolisti del settore dell'intermediazione- pretendono dai medesimi Gestori per ogni transazione effettuata (al netto dell'affitto dei Pos e del gravame rappresentato dagli oneri di connessione telefonica) sugli impianti a pagamento delle forniture dei prodotti autotrazione (Benzine, Gasoli, Gpl e Metano).

Come è noto, verso il prezzo al pubblico, il ricavo loro dei Gestori si aggira intorno al 2,5% ed è quindi improbabile che la stessa Categoria possa corrispondere le commissioni che il circuito addebita: sopratutto se -in esecuzione di quanto disposto con la Legge di Bilancio 2018 n. 205 del 27 dicembre 2017- lo strumento del pagamento tracciabile (cioè con carte di credito/debito) diventa imprescindibile per consentire agli utilizzatori finali la detraibilità e deducibilità per i consumi dei carburanti destinati all'impresa (e assoggettati all'emissione di fattura elettronica).

Proprio in virtù di questi "oneri aggiuntivi" il MEF ha predisposto, con lo stesso strumento legislativo, un "credito di imposta" per il 50% delle commissioni corrisposte dai Gestori sulle transazioni effettuate con carte di credito/debito, riconoscendo, indirettamente, l'insostenibilità del 100% di un gravame che è composto -per circa il 97%- da Accisa, Iva e Ricavo Industriale Lordo.

Con un tempismo degno di altre iniziative, in concomitanza con la pubblicazione su GU del provvedimento richiamato, i Gestori hanno ricevuto una comunicazione di "variazione unilaterale" delle condizioni che, di fatto, ha quasi raddoppiato l'onere sulle singole transazioni.
In altre parole tale atteggiamento ha di fatto vanificato l'impegno del Governo e del Parlamento: raddoppiare le commissioni, infatti, equivale a dire che i Gestori saranno costretti a trasferire -tout court- il "credito d'imposta" già definito, al circuito bancario (in senso lato).

Abbiamo più volte rappresentato al Viceministro che, a nostro avviso, sulla scorta di quanto è già stato definito in sede comunitaria (tetto di 0,20-0,30 all'interchange fee), dovesse essere introdotto, anche per questo settore, un limite invalicabile oltre il quale sia impraticabile ogni aumento: un ricavo lordo del Gestore pari al 2,5% verso il prezzo al pubblico, non può consentire il pagamento di commissioni che non siano contenute nello 0,4/0,5% . A pena del fallimento dell'impresa. In altre parole o si innalzano i ricavi dei Gestori al 20% o si mettono gli stessi nelle condizioni di pagare commissioni solo sulla quota di prezzo al pubblico rappresentata dal proprio margine pro-litro.

Sulla scorta di queste brevi considerazioni, le scriventi Federazioni intendono chiedere -tanto a Nexi quanto a Bancomat- un urgente incontro nel corso del quale definire il contesto al cui interno possono essere mantenuti rapporti che non abbiano la caratteristica della "predatorietà" come frutto del'assoluta condizione di vantaggio (monopolio) dei soggetti che intermediano il servizio.

Analogo invito viene rivolto al Viceministro affinchè promuova una riunione ad hoc ed assuma tutte le iniziative atte a consentire il ripristino di quelle condizioni di praticabilità della norma -volute da Governo e Parlamento- ed oggi vanificate dalle iniziative unilaterali assunte da Nexi SpA e Bancomat SpA.

All'Agcm le scriventi chiedono di verificare la sussistenza di elementi minimali di concorrenza in un settore nel quale la presenza debordante di soggetti economici che -facendo leva su condizioni di assoluto monopolismo, riducono fortemente il "Mercato".

Le scriventi, rimangono in attesa di un cortese cenno di riscontro.
Distinti saluti.

F.to:
Martino Landi – Presidente Faib Confesercenti

Roberto Di Vincenzo – Presidente Fegica Cisl

Maurizio Micheli – Presidente Figisc Confcommercio


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